Il Ponte del mare è di sana e robusta costituzione: parola di Mario De Miranda, progettista dell'opera, che ieri ha effettuato un sopralluogo insieme ai tecnici del Comune. Lo schianto della gru della draga "Cobra" ha provocato solo danni superficiali e non strutturali. Il Ponte dalfonsiano, insomma, ha retto come aveva del resto garantito Enzo Siviero, l'architetto che l'ha collaudato e che ha progettato il Ponte Nuovo, ma per ora l'asse ciclo-pedonale resta chiuso. Nel frattempo, va avanti l'inchiesta amministrativa della Direzione marittima alla quale presto potrebbe affiancarsi quella penale della Procura. La situazione tiene in ansia il sindaco Luigi Albore Mascia, anche perché sul Ponte del mare il 9 giugno devono transitare gli atleti partecipanti alla terza edizione di Ironman. «Sarà necessario entrare all'interno della pancia del ponte - sostiene Mascia - per verificare quali eventuali danni strutturali potrebbero essere stati determinati dall'urto della gru del motopontone Cobra. Entro la prossima settimana gli uffici tecnici comunali individueranno un'impresa dotata delle attrezzatureper smontareil rivestimento esterno del ponte. Da lunedì il geometra D'Ambrosio avvierà i rilievi topografici, sei al giorno, per capire quali sono gli eventuali movimenti dell'antenna centrale e delle due campate durante le ventiquattro ore dopo l'incidente, dati che verranno confrontati con quelli realizzati al momento del collaudo. L'ingegner De Miranda, inoltre, ha riscontrato alcune anomalie: almeno 4 o 5 smorzatori, ossia impianti di tensione delle funi che collegano il ponte all'antenna centrale, hanno dei piccoli tratti fuoriusciti dalle custodie di acciaio, poi in un punto centrale della navata ciclabile due giunti lungo il passamano del ponte risultano allargati; sul pavimento della pista ciclabile è evidente una specie di spaccatura, infine occorre verificare la stabilità di alcuni bulloni». Sui problemi causati dallo schianto della gru si vedrà, su quelli illustrati da Mascia il suo predecessore ha qualcosa da dire: «Mi sembra che non sia stata fatta la manutenzione necessaria, - afferma Luciano D'Alfonso - pure prevista nel contratto fra il Comune e la ditta realizzatrice. Questo evento sfortunato dovrebbe dare all'Amministrazione lo spunto per occuparsi con maggiore puntualità della manutenzione di un'opera che resta pur sempre patrimonio della città». Intanto, Pozzolano rivela un retroscena agghiacciante sull'incidente di martedì mattina: «La fortuna per i cittadini che si trovavano da quelle parti è stata che il braccio della gru ha urtato contro il ponte quasi di pancia e non di taglio, ricadendo su se stesso, e comunque poteva fare sfracelli se sotto il ponte passava qualcuno in quel momento e rischi enormi ha corso l'equipaggio. Esiti ancora più tremendi potevano esserci se il braccio fosse andato dritto per dritto. Oltre a squarciare le grate metalicche, sarebbe penetrato nei cavidotti facendo da leva: in quel caso, il ponte poteva davvero venire giù e a questo punto parleremmo di un disastro di proporzioni colossali, meglio non pensarci».