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Pescara, 24/03/2026
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Data: 24/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trasporti e infrastrutture - Lupi: «Ecco il piano per le infrastrutture». Accelerazione dei cantieri e semplificazione delle procedure

ROMA «Una deroga al Patto di stabilità sia per gli investimenti in infrastrutture degli enti locali, sia per il contributo italiano alle grandi opere strategiche europee. E poi defiscalizzazione per i privati che realizzano ponti e strade, abolizione delle tasse per gli immobili invenduti, bonus fiscali del 50 e 55% per risparmio energetico e ristrutturazioni edilizie. E ancora: accelerazione delle opere cantierabili e snellimento della burocrazia». Ecco il piano del ministro Maurizio Lupi per rilanciare l’economia e risollevare un settore in ginocchio. Una road map ambiziosa da percorrere in 100 giorni. Con un obiettivo: creare lavoro e dare sprint al Pil.
Ministro, il presidente Squinzi ha detto con il Nord è sull’orlo del baratro e che bisogna tornare a crescere subito...
«Ha ragione il presidente Squinzi: è un imperativo assoluto. Ed lo stesso del governo Letta. Dobbiamo creare le condizioni per tornare a crescere. Un imperativo che vale per l’Italia e per l’Europa».
Fino ad oggi però per la crescita è stato fatto ben poco. Quali leve intendete azionarie dopo il grido di dolore di Confindustria?
«Faremo la nostra parte, mi creda. Siamo consapevoli, come ha detto il presidente Letta, della sfida che abbiamo di fronte e intendiamo agire con pragmatismo e realismo».
Entriamo nei dettagli?
«Nel piano dei 100 giorni che stiamo mettendo a punto ci sono alcuni punti fermi per affrontare una serie di urgenze eccezionali. Al primo posto c’è la diminuzione della pressione fiscale che sta strangolando il Paese. L’Imu ha avuto effetti devastanti sul settore, ha depresso il mercato e messo in ginocchio un settore produttivo. La tassa è stata sospesa sulla prima casa e poi verrà abolita».
Squinzi ha chiesto interventi anche per i capannoni industriali.
«Sono d’accordo. L’aumento dell’aliquota e delle rendite catastali ha avuto un effetto devastante che va corretto: soprattutto perchè l’incremento del carico fiscale non è andato di pari passo con un aumento del fatturato. Interverremo. Supportare le imprese significa supportare l’occupazione».
Ma anche qui c’è un problema di risorse da reperire.
«La situazione è drammatica. Da noi come in tutta Europa. Credo sia fondamentale dare una svolta radicale. Credo sia fondamentale ottenere la golden rule sulle misure che favoriscono l’occupazionale giovanile. Tutti i provvedimenti in questa direzione devono essere considerati al di fuori del Patto, così come deve essere a costo zero l’assunzione di un giovane o di un disoccupato».
Parliamo del suo piano per le infrastrutture: un miliardo investito nel settore genera un giro d’affari di 3,3 miliardi..
«Il settore va rilanciato perché è l’unico in grado di creare lavoro. Credo sia giusto, ad esempio, eliminare le tasse sugli immobili invenduti. Una vera ingiustizia. Dobbiamo puntare sull’accelerazione delle grandi opere cantierate e cantierabili».
Che cifre si possono muovere?
«Penso ad un piano straordinario dell’Anas da 600-700 milioni per ponti e viadotti, alla manutenzione delle scuole (700 milioni) e ai 9 miliardi che le Fs possono attivare. Bisogna migliorare il rapporto pubblico-privati con una defiscalizzazione mirata per far partire alcune opere che altrimenti non decollerebbero mai. Sia le infrastrutture bancabili che le altre».
Quali?
«Ade esempio la Pedemontana veneta e quella lombarda, la Civitavecchia Mestre. I privati possono mettere sul piatto 21 miliardi e vanno supportati».
Un piano ambizioso.
«Ma realistico. E poi credo che la golden rule, una volta usciti dalla procedura per deficit eccessivo, possa valere anche per le risorse che l’Italia ha destinato alle grandi reti strategiche europee. Si tratte complessivamente di 70 miliardi che dovrebbero essere esclusi dal Patto di stabilità. Non solo Anche le opere infrastrutturali degli enti locali dovrebbero essere escluse da questo vincolo».
Ci riuscirete?
«Il governo verrà misurato sui fatti. Fino ad oggi abbiamo sbloccato 40 miliardi per i debiti della Pa, sospeso l’Imu e destinato 1 miliardo alla Cig. Nel piano dei 100 giorni realizzeremo gli obiettivi che ci siamo prefissati».
Anche grazie all’uscita dalla procedura di deficit eccessivo che potrebbe liberare circa 13 miliardi?
«Sono ottimista. Così come sono certo che andremo avanti con la Tav. Dopo la fase dell’ascolto e del confronto c’è poi quella decisione e del fare. La missione del governo».

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