TOCCO DA CASAURIA Il Tribunale amministrativo regionale di Pescara accoglie in parte il ricorso presentato dalla Strada dei Parchi spa, rappresentata dall'avvocato Massimiliano Terrigno contro il Comune di Tocco da Casauria rappresentato dall'avvocato Giulio Cerceo, nei confronti di Silvio Di Florio, Adina Di Florio, Pierina Di Florio e Rita Di Florio, non costituiti in giudizio, per l'annullamento di un atto con il quale il responsabile dello Sportello unico dell’edilizia del Comune di Tocco da Casauria ha accertato la mancata ottemperanza all’ingiunzione di demolizione di alcuni manufatti abusivi. Questi sono stati realizzati dai Di Florio su particelle di terreno intestate alla precedente società Sara che gestiva l'autostrada. L'azione del Comune di Tocco è stata quella di accertare il compiuto illecito edilizio e ordinare la demolizione nel termine dei 90 giorni in particolare di un piccolo manufatto edilizio, di una baracca ad esso collegato e di un box in lamiera. I fatti risalgono al 2008. L'ordinanza comunale precisava che tali opere erano abusive perché rientravano secondo il Prg in zona agricola con vincolo di tutela paesaggistica, nonché all’interno della fascia di rispetto di metri 30 dall’autostrada. Qualora i destinatari dell'ordinanza, i Di Florio e la Starada Parchi, non avessero ottemperato alla demolizione delle opere abusive nei termini indicati, sarebbero state acquisite gratuitamente di diritto e l’accertamento dell’inottemperanza avrebbe costituito titolo per l’immissione in possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari. A ciò si è opposta la Strada dei Parchi rilevando che, sebbere le particelle di terreno fossero intestate alla Sara, la proprietà è del Demanio dello Stato e dunque le aree di sedime non possono essere acqusite dal Comune che non può neanche prenderne possesso. Questa tesi è stata accolta dal Tar che con sentenza dell'aprile 2013 del presidente Michele Eliantonio, e dei consiglieri Dino Nazzaro e Massimiliano Balloriani, ricordando che qualora sia accertata la realizzazione di interventi in assenza di permesso di costruire, ossia in difformità dal medesimo «su suoli del patrimonio dello Stato o di enti pubblici, in caso di inottemperanza all'ordinanza di demolizione questa è eseguita a cura del Comune e a spese del responsabile dell’abuso». La sentenza dunque accoglie il ricorso della società Strada Parchi nella parte della non aqcusizione da parte del comune delle aree oggetto dell'abuso edilizio.