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Pescara, 24/03/2026
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Data: 24/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
L’ira di Silvio: garantisco Letta solo fino all’estate

ROMA Malgrado si cerchi di rappresentarlo, dal giorno della nascita del governo Letta, in versione zen e pronto ad incassare qualunque ceffone come il Pasquale di Totò, ieri pomeriggio Silvio Berlusconi era una vera e propria furia che a tutti i costi ha voluto prendere carta e penna per rispondere ai giudici. Solo dopo faticosa mediazione si è arrivati ad un testo ”potabile” e non in grado di innescare feroci battaglie che avrebbero messo in imbarazzo il governo e il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. Ad irritare il Cavaliere, che domani per rilassarsi un po’ andrà a Sochi sul Mar Nero dal suo amico Vladimir Putin, le motivazioni messe nero su bianco dalla Cassazione sulla vicenda dei diritti tv.
FURIA
Ufficialmente la linea resta la stessa. Ovvero che «convinto della sua innocenza, Silvio Berlusconi continua ad escludere che le inchieste giudiziarie e le condanne possano avere effetti sul governo». In sua difesa, e sulla linea del ”governo no-problem”, si schierano a valanga tantissimi esponenti del Pdl, ma nel partito i dubbi sulla opportunità di tenere in vita l’attuale governo, crescono. Anche perché, malgrado la fase convulsa, il Pd continua a rimanere attaccato al governo Letta e l’ipotesi di uno slittamento del congresso del partito di Epifani contribuisce ad allungare la tregua con l’esecutivo. Il Cavaliere non intende assumersi la responsabilità dello strappo anche per non irritare il Quirinale, ma se l’allontanarsi del momento della resa dei conti in casa democrat rischia di dare ai giudici tutto il tempo necessario per portare a termine inchieste, processi e rendere quindi automatiche le pene accessorie che riguardano l’interdizione dai pubblici uffici e quindi l’incandidabilità del Cavaliere.
INCANDIDABILITA’
Stretto tra l’esigenza della responsabilità che lo spinge a schierarsi con l’attuale governo che definisce «un’occasione storica di pacificazione» e la necessità di difendersi da quella che bolla come una «persecuzione», Berlusconi ha rinviato a dopo l’estate ogni decisione confermando quindi la linea di un centrodestra che sosterrà il governo «fino a quando sarà in grado di fare qualcosa per il Paese». In questo modo il Cavaliere continua a tenersi in equilibrio tra la pattuglia degli irriducibili - in testa Denis Verdini - contrari sin dall’inizio all’attuale governo, e il gruppone di colombe, guidato dalla coppia Alfano-Lupi, che sono trasmigrate tutte, o quasi, nel governo in posti da ministro o sottosegretario. Resta il fatto che l’irritazione dell’ex premier è fortissima e le motivazioni lasciano pochi dubbi anche ai più ottimisti sull’esito finale del processo. Compreso il passaggio alla Consulta.

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