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Data: 24/05/2013
Testata giornalistica: La Repubblica
Larghe intese, consenso stretto: sondaggio boccia il governo Letta

Secondo l'indagine realizzata da Ipr per Repubblica.it, un mese dopo il suo insediamento solo il 45% degli italiani ha fiducia nel nuovo governo. Sia Prodi che Berlusconi avevano ottenuto a suo tempo risultati molto più alti. Con Monti era addirittura del 62%

ROMA - Un matrimonio senza luna di miele. E' questo il rapporto tra gli italiani e il governo Letta secondo quanto fotografato dal sondaggio realizzato da Ipr marketing per Repubblica.it. Ad appena un mese dal suo insediamento, nessun altro esecutivo, dal 2006 ad oggi, aveva un tasso di fiducia così basso come quello varato grazie all'alleanza tra Pd, Pdl e Scelta civica.

LE TABELLE

Secondo quanto accertato dall'indagine svolta con il metodo del "tempo reale" su un campione di mille cittadini, 30 giorni dopo il suo insediamento il governo Letta raccoglie la fiducia del 45% degli italiani, registrando un risultato decisamente inferiore rispetto ai suoi predecessori. Un mese dopo il giuramento, Prodi aveva infatti il 53% di fiducia, Berlusconi il 59% e Monti addirittura il 62%.

Dal sondaggio emergono però anche altri indizi della difficoltà dell'esecutivo ad entrare in sintonia con gli italiani. Appena ricevuto l'incarico di formare il nuovo gabinetto, Letta poteva contare infatti sul consenso del 48% degli intervistati. "Una leggera flessione che secondo me è la naturale differenza tra le attese di un mese fa ed i giudizi sul comportamento reale del governo", sottolinea il direttore dell'Ipr marketing Antonio Noto.

A livello di immagine il governo Letta sembra scontare anche un certo anonimato dei suoi componenti. La parte del sondaggio dedicata al consenso dei singoli ministri rivela innanzitutto come molti di loro siano del tutto sconosciuti alla maggioranza degli italiani. Meno del 20% degli intervistati sa ad esempio chi sono Maria Chiara Carrozza, Massimo Bray, Carlo Triglia, Flavio Zanonato, Enzo Moavero e Giampiero D'Alia.

Per quanto riguarda i ministri più in vista, i valori non si discostano invece da quelli del presidente del Consiglio. A guidare la classifica sono due donne, Annamaria Cancellieri al 55% seguita da Emma Bonino al 50%. Al terzo posto Alfano con il 46%, poi Lupi e Giovannini con il 44% e il 43%. Quanto al ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge, al centro in questi giorni di ripetute polemiche e intidimidazioni, il grado di fiducia nei suoi confronti è del 39%.

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