Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/03/2026
Visitatore n. 752.587



Data: 24/05/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
«Commercio ko con Corso Vittorio chiuso» C’è chi sostiene che per una strada statale non è possibile un cambio di destinazione

Il coro di "no" alla riqualificazione di corso Vittorio Emanuele era quasi scontato da parte di Confcommercio, Confesercenti e Cna, tutti a sgolarsi per bocciare il progetto voluto da Carlo Masci e avallato dalla Giunta Mascia. Meno scontata la contrarietà netta di Raffaele Delfino che ha risposto alla chiamata del Pd in sala consiliare insieme a singoli operatori e cittadini. Alla fine è emersa la volontà di fare una petizione fra commercianti e residenti e l'appello al sindaco Mascia, prima che le ruspe comincino a lavorare, di effettuare una simulazione della chiusura di corso Vittorio Emanuele e della deviazione del traffico sull'area di risulta per vedere se il cambiamento funziona. I trenta commercianti arrivati in Municipio hanno espresso motivazioni diverse, ma tutte finalizzate a bocciare l'idea dell'Amministrazione. Con un asso nella manica che è stato tirato fuori da Aldo Marino, esercente da decenni ed ex consigliere comunale: «Ognuno ha la sua parte di ragione, ma secondo me non serve agitarsi tanto. Corso Vittorio Emanuele è una strada statale e c'è una legge in vigore che vieta il cambio di destinazione d'uso delle statali. Per cui basta un'interrogazione al Ministero dei Trasporti per bloccare tutto sul nascere». Sembra l'uovo di Colombo, eppure nessuno ci aveva pensato, come nessuno aveva pensato al siluro lanciato da Alberto Balducci: «Questo progetto non è figlio della Giunta in carica, ma risponde a interessi di gruppi immobiliari e risponde a una logica precisa. Deviare il traffico sulle aree di risulta, significa dovervi realizzare una strada, evidente che la conseguenza sarà rendere edificabile quella zona dove si punta a costruire palazzi ed edifici di vario tipo». Una lettura maliziosa, ma condivisa anche da altri soggetti intervenuti alla riunione. Carmine Salce (Cna), Walter Recinella (Confcommercio), Raffaele Fava (Confesercenti) e i titolari di Ottica Salvatore, Uza, Moda Giovani calzature, Gardenia e altri negozi hanno tuonato contro un progetto «che ucciderà definitivamente il commercio in città, dove tra difficoltà di parcheggio e scarsità di servizi - ha detto Umberto Salvatore - già ora si vede poca gente in giro, figuriamoci con la pedonalizzazione. I miei clienti, ad esempio, ogni volta che arrivano sono disperati e mi hanno anticipato che non verranno più per andarsene ai centri commerciali». Di carattere più politico l'intervento di Delfino che, dopo aver confermato «l'assurdità di chiudere uno dei due assi longitudinali lungo i quali si sviluppa la città», ha affondato il colpo: «Più volte ho chiesto perché si voglia a tutti i costi fare questo progetto e mi è stato risposto che bisogna discuterne con la Gtm perché su corso Vittorio deve passare Filò. Allora mi chiedo: ma a Pescara chi comanda, il Comune o la Gtm?».

Sul fronte opposto, Mascia rimane sulle proprie posizioni e ribadisce la volontà di andare avanti: «Presto andremo in piazza con tanto di banchetto e gazebo per portare i progetti e le carte a casa dei residenti e dei commercianti. È evidente che su quell’intervento, che non è una pedonalizzazione, ma nel caso una riorganizzazione complessiva della viabilità, che vedrà al centro la filovia, c'è da un lato molta disinformazione, dall'altro la strumentalizzazione politica di coloro che da quattro anni si sono iscritti al partito del non-fare. La nostra maggioranza di governo si è schierata da anni dalla parte di chi vuole costruire per lo sviluppo della città, e non di chi vuole demolire, e siamo consapevoli che, una volta illustrato, il 99 per cento dei cittadini sarà favorevole a quel cantiere che sarà la chiave di volta per il rilancio commerciale, sociale e urbanistico dell'asse viario». Maggioranza che, in verità, non è così compatta perché l'Udc in blocco e alcuni «pezzi» del Pdl in Consiglio comunale sono contrari. E comunque, Mascia e Masci dovranno fare in fretta a spiegare il progetto ai cittadini, visto che il 5 giugno saranno aperte le buste e subito dopo verrà assegnato l'appalto.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it