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Pescara, 24/03/2026
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Data: 24/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
No a corso Vittorio senz’auto l’ira dei negozianti. Il Pd: «Bloccheremo il Consiglio dedicato al bilancio»

Una raccolta di firme. Un consiglio comunale straordinario. Il blocco dei lavori sul bilancio. L’impegno a portare la vicenda sul tavolo del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, esponente Pdl il cui pronunciamento potrebbe spaccare il muro - già con qualche crepa - del centrodestra a palazzo di città.
Sono queste le iniziative che il gruppo consiliare del Pd ha annunciato contro la riqualificazione di corso Vittorio, progetto che il 5 giugno sarà appaltato dal governo cittadino senza che ci sia stato un confronto con la piazza (l’assessore Fiorilli lo ha promesso in extremis). La stragrande maggioranza dei commercianti che ieri ha partecipato all’incontro con il Pd s’è detta terrorizzata dal rischio di un crollo delle vendite in conseguenza della nuova viabilità. in molti, tuttavia, ignoravano il progetto («fateci sapere, teneteci informati» è stata la richiesta di molti). Moreno Di Pietrantonio ha affisso il disegno su una bacheca: «Potranno passare le auto dei residenti e i mezzi pubblici, tutti gli altri saranno dirottati su una bretella da realizzare sull’area di risulta».
Spontaneo e immediato il coro di no. «Il 99,9 per cento dei negozianti di Corso Vittorio è contrario a questa soluzione, ho sentito i negozianti uno per uno - ha detto Di Pietrantonio -. La verità è che l’amministrazione di centrodestra vuol tentare di lasciare un segno visto che in quattro anni non è stata capace di combinare nulla». Appassionati e sofferti gli interventi che si sono susseguiti. Walter Recinella, direttore Confcommercio: «Qui non siamo a Capri, né abbiamo industrie: qui siamo a Pescara e a Pescara c’è il commercio». Raffaele Fava, presidente provinciale Confesercenti, è andato giù duro: «Ho l’impressione che non si voglia più far venire la gente a Pescara, se è questo il segno che vogliono lasciare, sarà la nostra morte». «Tutelano la salute dei commercianti del Corso, ma non di tutti: noi del primo tratto dovremo respirare i gas di scarico» ha detto il titolare dell’Ottica Salvatore. Toccanti le parole di Carla De Marco, responsabile di Gardenia: «Se le grandi catene non fanno il fatturato vanno via, io ho cinque persone che lavorano con me, gente che ha famiglia e un mutuo da pagare, devo tutelare il loro posto». «Servono parcheggi, che qui sono troppo cari. Vanno fatti interrati, si spenda una volta ma per sempre» ha detto Ugo Zamparelli di Uza. Dall’onorevole Raffaele Delfino è arrivata la stoccata più politica: «Vogliono salvare i finanziamenti per il Filò e il passaggio su Corso Vittorio è per loro la soluzione più veloce ed economica. E’ la sola ragione di questa scelta».

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