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Data: 10/03/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alta tensione sulle pensioni. Cgil, Cisl e Uil minacciano scioperi. Scontro anche nel pubblico impiego: «Disattesi gli impegni sui precari». Prodi: l'incontro si farà presto

ROMA «Non credo che ci sia bisogno di uno sciopero per aprire il tavolo di confronto con il governo», dice Cesare Damiano. E Romano Prodi prevede un incontro «il più presto possibile», giusto il tempo di «trovare il calendario adatto».
Il premier e il ministro del Lavoro esibiscono il loro ottimismo per rasserenare l'atmosfera: abbassare il tono dibattito che invece i sindacati hanno deciso di alzare. Anche ieri i leader di Cgil, Cisl e Uil hanno inviato il loro avvertimento al governo: il governo deve convocare subito i sindacati per parlare di pensioni (e anche di ammortizzatori sociali, contratti, precariato, fisco e altro ancora) altrimenti ci saranno manifestazioni e scioperi.
«Se il governo non farà quello che si è impegnato a fare ne trarremo le conseguenze dice il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani più passa il tempo e più è difficile trovare soluzioni». E Luigi Angeletti della Uil parla ancora più esplicitamente: «Se ci dovessimo trovare di fronte ad una mancanza di risposte o a risposte insoddisfacenti la nostra risposta sarà uno sciopero o una mobilitazione».
Si parla di una possibile convocazione per giovedì prossimo, 15 marzo, e Pierpaolo Baretta della Cisl commenta: «Da lunedì in avanti ogni giorno è un giorno di ritardo».
I sindacati hanno fretta perché temono che il governo usi una tattica dilatoria: superate le elezioni amministrative di primavera sarebbe più facile fare i duri nella trattativa, e poi se si tira ancora più per le lunghe arriva la fine dell'anno e la legge Maroni entra in vigore. Ma la convocazione dei sindacati è solo il primo passo, come ricorda Epifani. Non sono soltanto i tempi della trattativa a preoccuparci, dice il leader della Cgil, «ma anche come il governo si prepara ai tavoli».
C'è poi un'altra questione aperta che sta dividendo governo e sindacati: la sanatoria dei precari nel pubblico impiego. La Finanziaria ha previsto l'assunzione di chi ha lavorato con contratto a termine per almeno tre anni, si tratta di definire le regole nel dettaglio. Da settimane il governo ha avviato una discussione con Cgil, Cisl e Uil, ma le posizioni sono ancora distanti. E ieri i tre sindacati confederali hanno minacciato lo sciopero dei dipendenti pubblici: «Abbiamo comunicato al governo la nostra profonda insoddisfazione» si legge in un comunicato, «perdurando tale situazione, non potremo che ricorrere ad iniziative di mobilitazione».

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