I pendolari di Vasto e di San Salvo e gli altri utenti del Vastese che usano il treno sono sul piede di guerra: se l'orario estivo delle Ferrovie dello Stato non porterà qualche fermata in più si dicono pronti a manifestazioni di protesta anche clamorose. I residenti del Chietino sono stufi: basta con le chiacchiere, con le promesse di ritocchi agli orari e di summit istituzionali fino ad ora inconcludenti: vogliono che la stazione di Vasto-San Salvo possa tornare ad avere il ruolo che le compete. Almeno d'estate. L'attesa del nuovo orario ferroviario si va facendo spasmodica, perché è soprattutto di notte che lo scalo è penalizzato. Pensate: da Bologna, adesso, l'ultimo treno per il sud, che parte alle 23,59, ferma solo a Pescara alle 3,43, saltando tutte le stazioni abruzzesi successive. Per arrivare a Vasto-San Salvo bisogna attendere nel capoluogo adriatico il primo regionale utile, quello delle 6,37, che arriva alla stazione vastese alle 7,35. In tempo per un buon caffè, certo, ma con la bile agli occhi. Niente intercity notte, per intenderci, nemmeno quello da Bolzano diretto a sud che offriva una valida alternativa. E allora ecco la provocazione: far pagare il pedaggio alle Ferrovie per il semplice fatto di possedere dei binari. La propone sul web Antonio Laporta, che illustra la sua semplice teoria: «Se ci sono binari e strutture ferroviarie nella nostra area e non sono utilizzate al meglio da Trenitalia, che comunque lucra su di essi, sarebbe il caso di chiedere il pedaggio alla società. Capisco che può sembrare un'idea folle, ma è lucida follia». Nel frattempo si muove il sindaco di San Salvo per affrontare la questione dello scalo merci, con tanto di temporanea chiusura di alcuni binari. Domani alle 16,30, nella sala consigliare, secondo round del confronto con Rfi e Trenitalia dopo il recente incontro in Provincia a Chieti. «La riunione - dice Tiziana Magnacca - è rivolta agli operatori industriali di Vasto e San Salvo, aziende, sindacati e Sangritana, interessati a un migliore utilizzo dello scalo. Si parlerà anche delle fermate a lunga percorrenza». Ferrovie dello Stato ha detto finora che, per giustificare il potenziamento dei servizi ci vogliono i numeri.