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Pescara, 17/01/2021
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Data: 05/06/2013
Testata giornalistica: Il Centro
La Satam conferma i 3 licenziamenti. Sindacati dal prefetto. L’azienda ha rifiutato anche il ricorso alla cassa integrazione. Chiacchiaretta: la Regione non ha soldi. Cgil e Cisl: non è vero. L’accusa: Personale in pensione al lavoro

«I tre licenziamenti risultano incompatibili con la presenza in azienda di personale posto in quiescenza già da qualche anno e peraltro beneficiario in passato di incentivi all’esodo». E’ l’altra accusa di Filt Cgil e Fit Cisl alla Satam. Dove, a quanto pare, continuano a lavorare persone in pensione. I sindacati denunciano come alla Satam venga impiegato il personale delle officine per servizi commerciali e di trasporto pubblico locale e ci sia il sistematico ricorso, per i servizi di noleggio, del personale della Panoramica.

CHIETI L’azienda si rifiuta di far ricorso alla cassa integrazione in deroga e conferma il licenziamento di tre lavoratori. I sindacati, adesso, si rivolgeranno al prefetto. Fumata nera sulla vertenza della Satam, la società di trasporto pubblico del gruppo La Panoramica che il 6 maggio scorso ha soppresso la linea per Bologna, ritenuta poco redditizia, licenziando tre autisti. Le problematiche della Satam, sollevate dalle sigle sindacali Filt Cgil e Fit Cisl che hanno rimarcato come l’azienda abbia licenziato i tre lavoratori senza prima cercare un confronto con i sindacati, ieri mattina sono approdate sul tavolo di Confindustria. Dove, oltre ai sindacalisti Franco Rolandi e Alessandro Di Naccio, segretari regionali rispettivamente della Filt Cgil e della Fit Cisl, si sono presentati i vertici della Satam rappresentata da Sandro Chiacchiaretta presidente, tra l’altro, delle aziende di trasporto private abruzzesi. I sindacati sono tornati a chiedere un sostegno per i lavoratori licenziati attraverso la concessione della cassa integrazione in deroga. «Strumento» precisano Rolandi e Di Naccio, «a cui l’azienda poteva far ricorso». E invece la Satam si è opposta in quanto non si è detta certa della disponibilità di fondi in Regione. Nel caso in cui i soldi non ci fossero, infatti, toccherebbe all’azienda pagare i lavoratori licenziati.
Ma i sindacati, seccati, passano al contrattacco. «I soldi» dicono in coro Rolandi e Di Naccio, «ci sono». Ma c’è di più. I licenziamenti operati dalla Satam, secondo Cgil e Cisl, sono stranamente arrivati, al pari del diniego della cassa integrazione, a margine della definizione giuridica del braccio di ferro scoppiato con l’altro sindacato presente in azienda, l’Ugl. Che, insieme alla Satam, ha presentato un ricorso al Tribunale di Chieti per tentare di delegittimare il referendum promosso in azienda tra i lavoratori con l’obiettivo di decidere se accettare, o meno come alla fine accaduto, l’accordo stretto tra l’azienda e l’Ugl sulla riduzione del 50% dello stipendio del secondo autista impegnato nelle tratte commerciali. Un modo, pare, per tentare di scongiurare i licenziamenti. Il giudice del Tribunale di Chieti, Nicola Valletta, ha respinto il ricorso a fine marzo (leggi la sentenza). Peccato che subito dopo siano arrivati i licenziamenti. «Il mancato accordo» affermano Rolandi e Di Naccio, «non ha determinato in alcun modo riflessi economici negativi sulla tratta per Bologna poi soppressa dall’azienda. Comunque non ci arrendiamo e, a breve, chiederemo un incontro al prefetto».

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