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Data: 06/06/2013
Testata giornalistica: Il Mattino
La crisi del tpl - Cstp, la Regione frena sul contratto di servizio. L’assessore Vetrella prende 48 ore per decidere. Ricapitalizzazione, nuovi ostacoli

La trattativa sarebbe appena iniziata, ma una cosa già è certa: se anche la cordata di aziende private di trasporto desse il via libera al subentro nella compagine del Cstp, questo non accadrà di certo prima del ritorno «in bonis» dell'azienda. Ovvero, prima dell'uscita dallo stato di liquidazione. Non sono, dunque, certo brevi i tempi di concretizzazione della proposta lanciata dall'assessore provinciale ai Trasporti, Michele Cuozzo. I partners protagonisti dell'eventuale subentro nella compagine aziendale sono stati individuati: si tratta delle tre maggiori aziende private di trasporto salernitano, ovvero la Sita Sud, Buonotourist e Curcio. I primi colloqui ci sono già stati, più che altro tesi ad ascoltare l'argomento della proposta. Nessuna offerta finanziaria è stata messa sul tavolo, anche se l'investimento in cantiere di certo non è di poco conto. Ne è prova la certezza, così come scritto nella dettagliata relazione da Tommaso Nigro, commissario giudiziale che sta seguendo la vicenda del Cstp, che la ricapitalizzazione di oltre un milione e centomila euro chiesta ai soci non è sufficiente a mettere al riparo il futuro dell'azienda pubblica di trasporto. La sicurezza, infatti, così come attestato anche dal collegio dei revisori dei conti del Cstp, arriverebbe con una copertura totale del capitale sociale di 5 milioni di euro, mentre, fino ad ora, si è sempre discusso di costituire almeno un quarto del totale, ovvero un milione e 250mila euro. Restano, dunque, «scoperti» oltre 3,5 milioni di euro che, verosimilmente, potrebbero rappresentare la cifra di discussione tra Cstp, enti soci e le tre realtà private. L'idea verso cui marcia Palazzo Sant'Agostino è quella di creare una nuova realtà societaria in cui il Cstp resterebbe comunque socio di maggioranza. Lasciando, dunque, il «vecchio-2 Cstp» socio di maggioranza, con l'affiancamento dei privati. Sembrerebbe ritornare, quindi, l'idea del «Cstp 2», già ventilata lo scorso mese di agosto poco dopo la messa in liquidazione della società, l'apertura delle due manifestazioni d'interesse - una del Comune di Salerno e l'altra della Provincia - quando si paventò il rischio di un'interruzione del servizio. Ed è proprio su questo secondo aspetto, ovvero sulla gestione del servizio di trasporto, che andrebbe a concentrarsi l'attività delle tre aziende, chiamate a regolarizzare un'attività che, dall'inizio del 2013, ha generato perdite per quasi 900mila euro. Ma anche su questo fronte sembrerebbero esserci le prime condizioni: l'efficientamento del trasporto urbano e extraurbano del Cstp passerà, necessariamente, per una riduzione complessiva dei chilometri, e, quindi delle corse. Ferma restando l'intenzione di tutti a salvaguardare i livelli occupazionali. Dopo il confronto con i sindacati del settore, l'assessore Cuozzo ha già incontrato anche Luca Cascone, responsabile del settore Mobilità per il Comune di Salerno, altro socio di maggioranza del Cstp. «Il Comune - dice Cascone - è disponibile a tutte le azioni che possano salvare l'azienda, intesa come servizio e come mantenimento dei livelli occupazionali. Bisogna, però, vedere quello che le norme del settore prevedono e, soprattutto, cosa ne pensa il tribunale fallimentare». Già lo scorso agosto, come detto, si parlò di una scissione d'azienda, con la «Cstp2» responsabile solo dell'aspetto puramente tecnico, ovvero la gestione del servizio e del personale, e la bad company, ovvero l'attuale Cstp spa che sarebbe stata accompagnata dalla liquidazione al fallimento, assorbendo su di sé tutti i debiti che gravavano sulle casse dell'azienda. Esattamente come accaduto all'epoca del fallimento della Parmalat prima e di Alitalia. Rispetto ad agosto, però, sono principalmente due i fattori cambiati. Da un lato, il controllo del tribunale fallimentare, che sarebbe comunque chiamato a dare il proprio parere sulla fattibilità della proposta che, di fatto, prevede comunque un cambio nel riassetto societario. Operazione non automatica, soprattutto in questa fase così delicata. Dall'altro lato, sono cambiati anche i numeri dell'azienda: l'obiettivo immaginato lo scorso agosto era quello di avere una parte di azienda - ovvero il servizio - almeno in attivo. Così da essere più appetibile sul mercato. Obiettivo che i liquidatori del Cstp non hanno centrato, per via del calo della produzione e del costante aumento dei mezzi che non possono essere scendere su strada, perché senza manutenzione.

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