PESCARA Il presidente della Regione Gianni Chiodi e il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano hanno tempo fino al 15 giugno per decidere la data del voto regionale. L’orientamento è di portare gli a bruzzesi al voto nel marzo 2014, ma un decreto del governo che accorpi il voto regionale ed europeo potrebbe far slittare a maggio la consultazione.Nell’attesa il Consiglio regionale si sta occupando delle modifiche alla legge elettorale regionale. Due le questioni in ballo: l’incompatibilità tra la carica di assessore regionale e di consigliere e la legge anti-sindaci. Se la prima norma sarà approvata l’assemblea potrà passare da 31 a di 37 membri. Tutti i gruppi sarebbero d’accordo, ma Carlo Costantini ieri ha precisato che darà il suo voto solo se la norma non comporterà aumenti di spesa. L’altra norma riguarda la incandidabilità di sindaci e presidenti di Provincia stabilita dalla cosiddetta legge antisindaci o anti-D’Alfonso. La legge prevede che gli amministratori che intendono candidarsi devono dimettersi dalla carica tre mesi prima della fine della legislatura. La legge sarà probabilmente resa meno rigida ma non sembra che potrà essere cancellata. Altro discorso riguarda la doppia preferenza uomo-donna già bocciata in sede di approvazione della legge elettorale. Ieri ne ha chiesto la reintroduzione il deputato del Pdl Fabrizio Di Stefano. Il deputato ha anche chiesto a Chiodi di intervenire per cancellare la legge anti-sindaci: «Limitarne il coinvolgimento in una campagna elettorale, varrebbe a limitare tutto il potenziale che la nostra classe dirigente potrebbe mettere in campo». Intanto ieri Pagano ha confermato l’appoggio alla proposta di referendum consultivo per la fusione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Il progetto denominato “Grande Pescara” è stato presentato da Carlo Costantini. Pagano ha detto che si adopererà per far approvare dal Consiglio regionale l’indizione del referendum in coincidenza con la tornata elettorale della prossima primavera.