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Data: 09/06/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Ricostruzione a L'Aquila - Chiodi chiede più soldi al governo. Il presidente domani a Roma da Letta.

«Con i pochi fondi previsti ci vorranno cinquant’anni per la ricostruzione dei centri storici»

L’AQUILA Si muove anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi, per sollecitare misure più urgenti e concrete (leggasi soldi freschi e immediatamente utilizzabili) per la ricostruzione. Il Governatore domani incontrerà il premier Enrico Letta, al quale ribadirà la necessità per L'Aquila ed il cratere di avere a disposizione un miliardo l'anno fino al 2018, così come richiesto in più di un'occasione anche dal sindaco del capoluogo Cialente. «Ritengo assolutamente inaccettabile la proposta di 200 milioni l'anno. Vuol dire prevedere 50 anni di tempo per portare a termine la ricostruzione dei centri storici, visto che la stima dei lavori da fare è di 10 miliardi. Lunedì sarò dal presidente Enrico Letta per rappresentare l'esigenza prioritaria di far ripartire immediatamente il processo di ricostruzione», ha detto Chiodi a poche ore dalla presa di posizione dell'ex premier Silvio Berlusconi, che nella serata di venerdì aveva dichiarato: «La ricostruzione dell'Aquila è una priorità nazionale, serve un miliardo l'anno». Frasi che hanno fatto infuriare il Pd e la senatrice del Pd, Stefania Pezzpoane, che ha replicato: «In Senato e in commissione Berlusconi non si è mai visto: se davvero reputa la vicenda aquilana una questione nazionale lo dimostri concretamente. Ha preso un impegno, chiederò che lo rispetti». E sono proprio queste affermazioni ad aver scatenato una ridda di polemiche e reazioni, tutte provenienti dal centrodestra. A partire dalla senatrice pidiellina Federica Chiavaroli, che in una nota al vetriolo attacca la collega a Palazzo Madama: «Per L’Aquila abbiamo lavorato tutti. E’ una priorità nazionale di fronte alla quale dovremmo restare uniti. E’ pura propaganda ergersi a paladini della ricostruzione». Anche dalla Provincia piovono strali: a lanciarli è l'assessore con delega alla ricostruzione Guido Liris: «Stefania Pezzopane ha fatto uno scivolone politico e istituzionale gravissimo a danno della città - dice -. Nel tentativo mal celato di tenere Silvio Berlusconi e il centrodestra lontani dalla battaglia durissima per i finanziamenti della ricostruzione del nostro territorio, si annida l'odio politico che contraddistingue troppi esponenti della sinistra». A farsi sentire sono anche il coordinatore provinciale del Pdl, Alfonso Magliocco, e il dirigente del partito Salvatore Santangelo, che in una nota congiunta commentano le dichiarazioni del Cavaliere: «Le parole del presidente Berlusconi sulla necessità di individuare risorse certe e costanti per la ricostruzione dell'Aquila e del cratere dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, la sua vicinanza al nostro territorio ferito». Altre reazioni sono arrivate dai consiglieri comunali del capoluogo, Emanuele imprudente (L'Aquila città aperta), Daniele Ferella (Tutti per L'Aquila), Alessandro Piccinini (Gruppo Misto) e Raffaele Daniele (Udc), oltre che dal coordinatore di Lca Corrado Rugger: tutti plaudono all'ex premier. «Silvio Berlusconi ancora una volta sta dando prova di concretezza. Ancora una volta con massima chiarezza indica in almeno un miliardo di euro l’anno la somma minima indispensabile per la ricostruzione dell’Aquila - affermano -. Niente calcoli, niente giri di parole, nessun sotterfugio. E’ con il Governo Berlusconi che è stata affrontata in maniera esemplare l’emergenza, sono stati realizzati gli alloggi per gli sfollati, sono arrivate le uniche e consistenti risorse economiche per la ricostruzione. Dopo, invece, solo chiacchiere, solo promesse, ma zeuro euro e zero opere».

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