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Pescara, 20/03/2026
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Data: 09/06/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi: «Inaccettabile ricostruire in 50 anni». Pezzopane dà battaglia «Subito 376 milioni». Stilettate al governatore e a Berlusconi «Basta con i grilli parlanti»

Solo su una cosa il governatore Chiodi è d’accordo con il sindaco Cialente: «È inaccettabile la proposta di 200 milioni l’anno - dice il presidente - Vuol dire prevedere 50 anni di tempo per portare a termine la ricostruzione dei centri storici, visto che la stima dei lavori da fare è di 10 miliardi. Lunedì (domani) sarò dal presidente Enrico Letta per rappresentare l'esigenza prioritaria di far ripartire immediatamente il processo di ricostruzione. Ci vuole un miliardo l’anno per ricostruire in dieci anni, uno dei centri storici più belli e importanti del nostro paese, come ribadito da Berlusconi e da tutto il Pdl». «Il Governo Berlusconi stanziò immediatamente 10 miliardi salvando la città dall’abbandono. Se non avessimo riaperto immediatamente le scuole e dato subito una casa a decine di migliaia di cittadini ora L’Aquila sarebbe una città fantasma». Alfonso Magliocco e Roberto Santangelo del Pdl concordano con il Cavaliere, così come Corrado Ruggeri e Guido Liris («È possibile che mentre Berlusconi, in un momento così delicato, sposa quella che per tutto il territorio aquilano è “la madre di tutte le battaglie”, siamo costretti a leggere le reazioni risentite del centrosinistra?». Torna a far sentire la sua voce anche la senatrice Enza Blundo: «Non si comprende come alla ricostruzione dell’Aquila si sia preferito il nuovo centro fieristico di Milano Expo 2015, in raddoppio di quello già esistente a Rho». Gli emendamenti proposti dalla Blundo a favore di una filiera del riciclo e riuso e dell’impiego di risorse finanziarie per la ricostruzione dell’Aquila non hanno trovato l’appoggio della Commissione Bilancio. Ci riproverà.


Pezzopane dà battaglia «Subito 376 milioni»
Stilettate al governatore e a Berlusconi «Basta con i grilli parlanti»

Piange il piatto della ricostruzione aquilana, mentre la politica si presenta a Roma divisa. La posta di quella che è diventata una vera e propria scommessa è di un miliardo a rate dal 2014. Il problema è la cassa dell’anno in corso. Occorrono 376 milioni per aprire i cantieri (pari al primo Sal). La battaglia della senatrice Stefania Pezzopane è tesa dunque ad ottenere liquidità. Intanto ha depositato un ordine del giorno per riavere i 98 milioni di euro (gettito dell’anno in corso per l’aumento dei bolli destinata all’Aquila) assegnata al Tesoro. Se la cifra dovesse tornare nelle casse aquilane, basterebbe un’anticipazione di 276 milioni di euro per quest’anno. Europa permettendo. Se ne riparlerebbe poi nella legge di Stabilità. Per lo Stato una bazzecola. La vita, invece, per gli aquilani. La Pezzopane spera di poter ottenere le cifre in tempo per l’approvazione del Dl al Senato che dovrebbe esserci martedì prossimo. Intanto da Letta domani andrà il governatore Gianni Chiodi. «Che sia lui a parlare con Errani per farsi dare le risorse non spese dell’Emilia - rilancia la Pezzopane ancora poco convinta che la soluzione prospettata l’emendamento Emilia sia la cosa giusta - nel contempo Giorgio De Matteis potrebbe parlare con Giovanardi. Basta con i grilli parlanti». Ce n’è anche per Silvio Berlusconi che di colpo torna a parlare dell’Aquila: «forse per fare da apripista a Chiodi». «Se concorda con noi sulla necessità del miliardo, perché non si è fatto vedere in Senato? - chiede la Pezzopane - Che lavori con noi». La senatrice vede il bicchiere mezzo pieno. «Quanto avuto è un inizio - spiega - Si partiva da zero, abbiamo portato a casa la deroga al patto di stabilità per 30 milioni di euro per tutti i Comuni del cratere. Unendoci all’Emilia. Vittoria anche sul fronte dell’assistenza alla popolazione. Sulle macerie non abbiamo ottenuto il via libera per l’Asm, ma ciò si potrà fare senza una legge. Soddisfazione per la proroga dei precari: «Ho tenuto ferma la commissione per due ore perché non arrivava la bollinatura della Ragioneria. Senza quelle due righe andavano a casa i precari anche della Provincia». «Ho chiesto al Ministro Saccomanni e ai parlamentari di venire all’Aquila».

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