PESCARA «La leggina sui sei assessori esterni è soltanto una marchetta elettorale: servirà a fare promesse di posti aggiuntivi durante la campagna che precede il voto per le regionali, ma così com'è, è inapplicabile». Il coordinatore abruzzese dell’Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli, boccia senza appello il provvedimento che prevede l'incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere regionale. Le nuove norme approderanno martedì in Consiglio: se approvate, dalla prossima legislatura i seggi passeranno da 31 a 37. Con buona pace della riforma dello statuto regionale e della spending review voluta dal governo Monti, sei consiglieri dovranno dunque dimettersi per poter fare gli assessori e al loro posto subentreranno all’Emiciclo i primi dei non eletti.
«Al di là dei costi futuri del provvedimento, la cui reale copertura finanziaria a invarianza di costi è tutta da dimostrare, c'è da rilevare che stiamo pagando legislatori regionali che fingono di redigere leggi applicabili», commenta Mascitelli. Martedì in Consiglio il consigliere dell’Idv Lucrezio Paolini presenterà una richiesta di parere al collegio regionale per le garanzie statutarie. «La proposta di legge a firma Venturoni è in palese violazione dell'articolo 46 dello statuto regionale, che prescrive che il numero degli assessori esterni non possa essere complessivamente superiore al 20% dei componenti la Giunta. Bisognerebbe dunque cambiare prima lo statuto - spiegano Mascitelli e Paolini -, ma per farlo occorrono due delibere consiliari a distanza di due mesi l’una dall’altra, e si devono attendere poi altri tre mesi per un eventuale referendum che può essere promosso dai cittadini. La scorciatoia scelta è dunque inutile perchè il giorno dopo le elezioni l'atto di nomina degli assessori, che dimettendosi da consiglieri diventeranno tutti esterni, potrà essere invalidato da chiunque, creando una vera paralisi dell'attività di governo e un ulteriore danno alla nostra Regione».
Per queste ragioni, nella seduta di martedì del Consiglio regionale l’Idv solleciterà al presidente Nazario Pagano la richiesta di un parere del collegio regionale per le garanzie statutarie. Mascitelli e Paolini sono decisi ad andare fino in fondo. «Se sarà necessario - dicono - chiederemo al Governo, a legge approvata, di impugnare il provvedimento davanti alla Corte costituzionale per violazione dell'articolo 123 della Costituzione».