Città spaccata sul progetto di riqualificazione di corso Vittorio Emanuele e l'apertura del gazebo all'incrocio con via Roma lo ha confermato. Per dare forza all'operazione, il Comune ha indetto una petizione che proseguirà nei prossimi giorni, come pure proseguirà l'iniziativa del gazebo nel cuore pulsante di Pescara. Per Berardino Fiorilli e Fabrizio Trisi, rispettivamente assessore e dirigente del settore Mobilità, è stato un tour de force vocale di sette ore fra mattina e pomeriggio. La sorpresa è che si sono fermati più cittadini che commercianti, proprio quelli che hanno maggiormente contestato la pedonalizzazione del corso. «Faremo gli straordinari se sarà necessario - ha detto Fiorilli - finché i cittadini non avranno compreso la bontà del progetto». Il cui bando di gara (un milione di euro per il primo tratto fino a via Teramo) è stato prorogato al 10 luglio con il via ai lavori per settembre. Tutti d'accordo sul fatto che corso Vittorio non può rimanere così com'è ovvero una camera a gas, invivibile, tante perplessità invece sul come fare a togliere le automobili se la viabilità alternativa è quella individuata sulle aree di risulta. «Intanto - spiega l'assessore - abbiamo fugato i dubbi tra coloro che pensavano che avremmo desertificato corso Vittorio Emanuele, addirittura spostando tutto il traffico in via Ferrari, dunque a ovest della ferrovia, timore che abbiamo subito cancellato mostrando sulle carte, alla presenza dei progettisti, la sistemazione della strada già esistente sul lato mare delle aree di risulta, in adiacenza ai palazzi, dunque a tre metri di distanza dal corso stesso». La lettura ottimistica di Fiorilli viene supportata da una richiesta più radicale: «Addirittura alcuni cittadini - rivela - ci hanno proposto di eliminare dal corso anche il transito degli autobus o della futura filovia, e di incrementare il numero delle panchine, per agevolare il passeggio e l'incontro lungo la strada». L'alternativa, secondo lo stesso Fiorilli e Carlo Masci, padre politico del progetto insieme al padre tecnico che è l'architetto Miki Lepore, «è quella del piano traffico in vigore, disegnato dall'ex assessore Armando Mancini, che prevede un corso Vittorio a quattro corsie nei due sensi, una vera autostrada». Alcuni commercianti non hanno nascosto i propri timori ai quali l'Amministrazione risponde che a breve partirà un periodo di sperimentazione della funzionalità della controstrada sulle aree di risulta, con la realizzazione anche della rotatoria all'incrocio con via Teramo. L'architetto Trisi ha voluto recarsi sull'area di risulta per spiegare visivamente dove verrà deviato il traffico: «Sarà ricavata una strada di otto metri a doppio senso e non ci saranno intoppi per chi deve bypassare il centro: realizzeremo tre ingressi e altrettante uscite verso e dai parcheggi, così la circolazione sarà fluida». Questo progetto è il primo pezzo di un'opera complessiva che contempla la pedonalizzazione di tutto corso Vittorio Emanuele: «Vedrete che non appena sarà finito questo tratto - assicura Fiorilli - saranno i commercianti della parte sud a chiederci di accelerare per la definitiva riqualificazione». Che deve sposarsi, ha chiosato Masci, con «la realizzazione del Ponte Nuovo, l'opera strategica che toglierà al centro città una massa enorme di traffico, convogliando le auto dalla zona sud-ovest direttamente nelle aree di risulta».