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Data: 10/06/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Taglio alle tasse sul lavoro aumento Iva solo a dicembre

ROMA Taglio delle tasse su lavoro e imprese, stop all’aumento dell’Iva e revisione dell’Imu: questi tre dossier sono tutti aperti sul tavolo di Palazzo Chigi e del ministro del Tesoro, anche se gli interventi non saranno concentrati in un unico provvedimento bensì distribuiti tra una manovra di fine giugno e la Legge di Stabilità a ottobre. E per reperire le risorse si lavora a 360 gradi, riprendendo anche il Rapporto Giavazzi e quello di Ceriani rispettivamente sugli incentivi alle imprese e sugli sgravi fiscali. Ma c’è un terzo tavolo su cui è impegnato il governo, vale a dire quello europeo. Venerdì prossimo si terrà a Roma un vertice dei ministri del Lavoro e del Tesoro di Italia, Spagna, Germania e Francia in vista del Consiglio europeo di fine giugno dedicato proprio all’occupazione giovanile. Il vertice romano consentirà al premier Enrico Letta di incrociare il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, con cui c’è maggior consonanza culturale rispetto ad Angela Merkel, oltre che una antica conoscenza personale. A Schauble verrà sottolineato lo squilibrio dei fondamentali economici dell’area Euro, con la moneta unica che rende iper-competitive le esportazioni «Made in Deutschland» proprio nei Paesi «deboli» (nel 2012 l’export ha superato i 1.000 miliardi di euro); o il governo tedesco con politiche fiscali stimola la sua domanda interna, ora fiacca, o gli squilibri di fondo non saranno mai superati. Sul piano interno Letta, parlando ieri ai suoi collaboratori, ha ribadito quanto detto a Firenze: affichè la fiducia torni nelle famiglie occorre dare dei segnali di prospettiva, che riguardano l’occupazione giovanile e le tasse sul lavoro. Ed ecco allora un pacchetto con il credito di imposta per le assunzioni degli under 30 (abrogati da Tremonti) e altre misure per favorire il lavoro dei giovani, che andranno in un decreto a fine giugno (servono circa 500 milioni). Qui dovrebbe entrare una sterilizzazione dell’Iva fino a dicembre (dai risparmi sui tassi sul debito pubblico arriverebbero i 2 miliardi necessari). Poi la Legge di stabilità indicherà le coperture stabili per i prossimi anni, senza escludere che su alcuni beni di lusso l’Iva potrebbe essere lasciata lievitare al 22%. Ieri intanto sia il ministro Maurizio Lupi che il capogruppo del Pdl al Senato Renato Schifani hanno insistito sull’abrogazione pura e semplice dell’Imu sulla prima casa, ma nel governo c’è chi pensa (compreso Saccomanni e Letta) a una modulazione che esenti solo le fasce più deboli. È invece cresciuta la condivisione sull’idea del taglio delle tasse sul lavoro, proprio per far tornare la fiducia nelle famiglie e far ripartire i consumi interni. Per trovare le risorse è stato ripreso il Rapporto sui tagli ai sussidi alle imprese presentato da Francesco Giavazzi al governo Monti un anno fa, dove si identificava una spesa potenzialmente aggredibile di 10 miliardi. Escludendo alcune voci (dal Trasporto pubblico locale, alle scuole private), rimarrebbero tra i 500 milioni e i due miliardi. Discorso analogo vale per i Rapporto di Vieri Ceriani sugli oltre 720 diversi tipi di detrazioni fiscali, che comportano una riduzione del prelievo di 254 miliardi.

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