Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/03/2026
Visitatore n. 752.424



Data: 10/06/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Comunali, affluenza sempre più giù per il Campidoglio vota solo il 32%

ROMA Esorcizzato invano nelle due settimane trascorse dal primo turno, lo spettro dell’astensionismo si è puntualmente ripresentato ai ballottaggi negli undici capoluoghi chiamati al voto assieme ad altri 56 Comuni minori. A Roma - dove si concentrano più di due dei quattro milioni e mezzo degli elettori di ieri - a essersi recato ai seggi fino alle 22 è stato soltanto il 32,3 per cento degli aventi diritto, a fronte del 37,69 della stessa ora di due settimane fa, con un calo del 5,39%. Non molto diverso il dato nazionale che alle 22 ha visto un’affluenza del 33,87%, in flessione di 8 punti e mezzo rispetto al dato precedente.
APPELLI VANI
Non sono quindi valsi gli appelli all’affluenza che entrambi gli sfidanti per il Campidoglio hanno lanciato nelle due settimane trascorse e fino al loro arrivo ai seggi ieri mattina per il voto. «Spero in un’affluenza altissima. Ho fiducia nella democrazia», aveva detto Ignazio Marino, mentre Gianni Alemanno, impegnato nel difficile tentativo di rimontare gli oltre 12 punti che lo separavano al primo turno dallo sfidante, si dichiarava «sereno e fiducioso. Dipende da quanta gente andrà a votare...». E invece il dato di ieri fa balenare il rischio che - a meno di un’improvvisa corsa ai seggi ancora aperti nella giornata di oggi dalle 7 alle 15 - ad eleggere il sindaco della Capitale sia meno della metà dei romani.
Piuttosto diversificato, a fronte di un calo generalizzato, il comportamento dell’elettorato negli altri dieci capoluoghi. Il premio fedeltà va agli elettori di Brescia dove si è recato alle urne il 46,68% con un calo limitato al 4% rispetto al primo turno. Anche a Treviso (41,9%) il calo è stato sotto il 5%. Al contrario, quasi una vera diserzione dei seggi a Barletta, dove alle 22 aveva votato il 31,27 degli elettori con un calo di quasi 20 punti sul primo turno. Il che potrebbe significare che l’elettorato di Barletta dia per scontata la vittoria di Pasquale Cascella, ex consigliere per la comunicazione di Giorgio Napolitano, uscito dal primo turno con un consistente 43,7% dei voti, 17 punti in più dello sfidante del Pdl, Giovanni Alfarano.
ELEZIONI IN SICILIA
Accanto ai ballottaggi sul continente e ad Iglesias in Sardegna, si è tenuto ieri in Sicilia il primo turno per l’elezione dei sindaci di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa, e il voto per altri 138 Comuni minori. Molto a rilento la diffusione dei dati dell’affluenza, che comunque è stata caratterizzata, anche nell’isola da una crescita dell’astensione anche se più contenuta che nel resto del Paese. A Ragusa la punta massima: alle 22 aveva votato il 43,8%, dieci punti in meno delle precedenti elezioni. A Catania, con il 44,4%, il calo era inferiore ai 3 punti. A Messina la maggiore partecipazione, il 48% con un calo del 2,7. A Siracusa ha votato il 45,9% (meno 2,45). Occhi puntati nell’isola sulla performance del M5S, che viene dal clamoroso risultato delle politiche che lo hanno laureato primo partito in Sicilia. Un eventuale crollo o, comunque, un deludente responso delle urne potrebbe - al di là del significato nazionale del voto - avere conseguenze sull’atteggiamento di sostanziale collaborazione dei grillini verso la giunta regionale di Rosario Crocetta.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it