Alle 22 al voto il 29,5% contro il 46,47 del primo turno
Cronaca di un astensionismo annunciato. In pochi, pochissimi sono andati a votare a Sulmona nella prima giornata elettorale del ballattaggio, confermando la tendenza del primo turno. Per scegliere il primo cittadino del capoluogo peligno, ieri, alle urne, si è recato il 29,54% degli aventi diritto. E siccome anche il disimpegno giudica, è evidente che pure a Sulmona, dove l’astensionismo è addirittura al di sopra del dato nazionale, è forte la disaffezione dei cittadini nei confronti di chi rappresenta la politica. Così, al momento, fatta salva l’improbabile remuntada delle prossime ore, in vantaggio è il silenzio, previsto ma preoccupante, di chi, a votare, non è proprio andato. Già, perché a Sulmona, alle urne, fino alle 22 di ieri, si sono presentati davvero in pochi per esprimere la propria preferenza (29,54% contro il 46,47 del primo turno). Ma che le votazioni andassero a rilento, d’altra parte, lo si era compreso già a mezzogiorno di ieri quando, al primo rilevamento, su 22.664 degli aventi diritto, solo 1.565 elettori, pari al 6.90%, erano andati ai seggi. Al primo turno, alla stessa ora, la percentuale era stata pari al 10%. Poi, alle 19, a votare sono stati 4.867, poco più del 21%. Due domeniche fa, alla stessa ora, la percentuale era pari al 35.71. Oggi la seconda giornata. Chi vorrà esprimere la propria preferenza votando per Peppino Ranalli o Luigi la Civita, potrà farlo dalle 7 alle 15. Al primo turno, quindici giorni fa, Ranalli (centrosinistra) sostenuto da sei liste, 4 civiche più due di partito Pd e Sel, ha ottenuto il 32,77% dei consensi (4.890 voti), mentre La Civita (centrodestra) ha conquistato il 13,45% (2.007 preferenze), con due liste di appoggio. Pur essendo arrivato terzo è stato lui a battersi per la poltrona di sindaco perché Fulvio Di Benedetto, con il 21.81% delle preferenze pari a 3.255 voti è stato stroncato da un infarto durante la campagna elettorale. La sua coalizione ha annunciato il ricorso.