«Lei ha centrato perfettamente il nostro problema, ci dia una mano con il Senato»
L’AQUILA Hanno fatto effetto le dichiarazioni di Silvio Berlusconi («Ci vuole un miliardo l’anno per L’Aquila»). Dopo Stefania Pezzopane è il sindaco Massimo Cialente a scrivere all’ex premier, alla vigilia dell’incontro Chiodi-Letta. Pezzopane e Cialente chiedono a Berlusconi di convincere i suoi, in Senato, a votare la modifica all’emendamento del miliardo cone l’anticipazione dei 300 milioni per quest’anno. Il primo cittadino ringrazia Berlusconi in una lettera: «Lei ha centrato perfettamente il nostro problema -scrive- Il cronoprogramma prevede il recupero delle abitazioni dell’intero territorio dell’Aquila entro il 2019, a dieci anni esatti dalla tragedia che ci ha colpito e che Lei conosce a fondo, sin dalle prime ore. Con il Governo avevamo preparato un emendamento che permetteva, attraverso un accordo con le banche, una modesta anticipazione. La Sua importante e decisiva presa di posizione ci potrebbe aiutare molto». «La ricostruzione ha bisogno di unità e di concretezza -dice Giuliano Di Nicola, capogruppo Idv in Consiglio comunale-, non del solito balletto di polemiche E Berlusconi rifletta sulle scelte sbagliate del suo Governo».
Tutti hanno fatto il nodo al fazzoletto con le dichiarazioni di Silvio Berlusconi («Ci vuole un miliardo l’anno per L’Aquila»). Dopo Stefania Pezzopane è il sindaco Massimo Cialente a scrivere a Silvio, proprio alla vigilia dell’incontro Chiodi-Letta. Pezzopane e Cialente fanno finta per un momento di credere alle dichiarazioni dell’ex premier e pretendono ora che sia consequenziale in Senato soprattutto convincendo i «suoi» a votare la modifica all’emendamento del miliardo contenente l’anticipazione dei 300 milioni per quest’anno. Il primo cittadino ringrazia Berlusconi in una lettera: «Lei ha centrato perfettamente il nostro problema», scrive nella nota. Anche a Silvio, dopo averlo spiegato al ministro Trigilia, il sindaco «fa ripetizione» di fondi e cronoprogramma che «prevede il recupero delle abitazioni dell’intero territorio della città dell’Aquila entro il 2019, a dieci anni esatti dalla tragedia che ci ha colpito e che Lei conosce a fondo, sin dalle prime ore». «Il cronoprogramma prevede un finanziamento di 816 milioni di euro nel 2013; 1 miliardo e 200 nel 2014; 1 miliardo per ciascuno degli anni dal 2015 al 2018. Non chiediamo quindi tutti i soldi del piano di ricostruzione approvato dal Governo, in un’unica soluzione, ma anzi grazie a un accordo contratto con l’Abi, possiamo diluire la Cassa di ciascun anno in 30 mesi, quindi in 3 annualità rispettivamente del 46, 43 e 13 %». «Con il Governo avevamo preparato un emendamento che prevedeva la possibilità di permettere, attraverso un accordo con le banche, una modesta anticipazione su questa competenza, pari ad appena 316 milioni per il 2013 e 21 milioni di euro per il 2014 e 2015». Cialente ricorda che «si tratta di cifre modestissime, di gran lunga inferiori alle risorse che potremmo risparmiare sull’assistenza alla popolazione, potendo anticipare il rientro dei cittadini nelle proprie abitazioni. Purtroppo questo emendamento è stato bocciato dalla ragioneria e dal Presidente della Commissione bilancio Senatore Azzolini. Poiché l’emendamento era stato firmato dal relatore Senatore Esposito, ritengo che sia ancora in tempo, nel passaggio nell’aula del Senato, previsto per martedì, arrivare a un ripensamento di questa bocciatura. La Sua importante e decisiva presa di posizione ci potrebbe aiutare molto e per questo che Le chiedo, in queste ore, di intervenire con decisione anche Lei, sia nei confronti del Presidente Azzolini sia nei confronti della Ragioneria dello Stato». «La ricostruzione ha bisogno di unità e di concretezza - dice Giuliano Di Nicola, capogruppo Idv in Consiglio comunale -, non del solito balletto di polemiche E Berlusconi rifletta sulle scelte sbagliate del suo Governo. Non sono tollerabili ministri che vengono a promettere il nulla, ancor più non è assolutamente tollerabile un ex capo del governo, che quando aveva il potere e il dovere di assicurare una ricostruzione certa all’Aquila e all’intero cratere ha preferito esibirsi in sceneggiate a base di spumante».