Mentre in piazza Vico andava in scena il discorso del sindaco, sotto il palazzo di Bankitalia, sede provvisoria del Comune, è scattata la protesta dei tassisti liberi non aderenti ad associazioni con uno striscione messo su da Claudio Antonucci con la scritta «L'aeroporto è degli Abruzzi, non solo di Pescara. E' una vergogna d'Italia. Lavoro a tutti per servizio migliore». La storia va avanti da parecchi anni con «ingiuste e continue prevaricazioni a danno dei tassisti di Chieti e la colpevole inerzia della Giunta regionale e dell'amministrazione comunale di Pescara». Per Di Primio «non è più tollerabile che sia impedito l'accesso allo scalo aereo abruzzese ai tassisti teatini che effettuano legittimo servizio di trasporto passeggeri». Un servizio «regolamentato da una legge regionale la quale stabilisce che l'area aeroportuale può essere utilizzata dai taxi di qualsiasi città capoluogo, con determinate quote fissate in base ai rispettivi bacini di utenza».