VASTO Organizzare un tavolo tecnico a Roma, presso il Ministero delle Infrastrutture, convocando le Ferrovie dello Stato, la Provincia di Chieti e i rappresentanti territoriali. È quanto ha proposto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, al sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, che gli ha sottoposto la questione della dismissione del raccordo ferroviario per lo scalo merci nella stazione di Vasto-San Salvo durante l’incontro con i sindaci promosso dal presidente della Provincia di Chieti. Spetterà ora proprio alla Provincia farsi carico dell’elaborazione delle schede tecniche su cui ragionare per discutere dell’importanza della rete ferroviaria nel territorio.
«Il tutto in un’ottica strategica - precisa il sindaco Magnacca - per un progetto che abbracci la ferrovia, il porto e le strade». Il primo cittadino ha illustrato al ministro Lupi gli argomenti discussi nel corso del recente vertice convocato a San Salvo per decidere, alla presenza dell’ing. Paolo Pallotta, responsabile della direttrice Adriatica di Rfi nella tratta Bologna-Lecce, di imprenditori, amministratori del territorio e sindacati, il futuro dello scalo merci nella stazione di Vasto-San Salvo. Come si ricorderà nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato anche i vertici di Denso e Pilkington, il responsabile della direttrice Adriatica di Rfi ha preso l’impegno di congelare la procedura di dismissione dello scalo merci fino alla metà di ottobre.
«Il ministro Lupi ha compreso la situazione e le richieste di una zona industriale che accoglie aziende con migliaia di lavoratori e altrettanti nell’indotto» afferma Tiziana Magnacca, dicendosi soddisfatta della disponibilità mostrata dal responsabile delle Infrastrutture. «Il ministro non solo si è subito attivato per esaminare la questione dello snodo ferroviario - sottolinea il sindaco di San Salvo - ma è andato oltre, proponendo la manutenzione straordinaria delle strade gestite dall’Anas, analizzando la questione della rete ferroviaria più in generale e, soprattutto, l’emergenza viaria con le fondovalli Sangro e Trigno nella prospettiva di collegamento tra l’Adriatico e il Tirreno».