SULMONA Poco dopo le 16.30 i dati dello spoglio nelle sezioni elettorali disegnano la vittoria del centrosinistra. Peppino Ranalli è il nuovo sindaco. Il centrosinistra torna dopo cinque anni a palazzo San Francesco. L'euforia e la gioia dei militanti della coalizione esplodono all'ultimo piano del palazzo Sanità, lungo corso Ovidio, sede del comitato elettorale che da gennaio, dal tempo delle primarie, si è insediato in quelle stanze. Abbracci, strette di mano, grida di esultanza cingono Ranalli. Sullo schermo che proietta i dati affluiti nel computer del comitato compare il dato che assegna la vittoria al centrosinistra. Ranalli ottiene 6.439 preferenze, pari al 66,03 per cento degli elettori. L'avversario, Luigi La Civita, recupera circa 1.300 voti rispetto al dato del primo turno, fermandosi a 3.313 preferenze, pari al 33,97 per cento. Giornalisti, operatori di ripresa, fotografi si fanno largo a stento tra la ressa di gente che si fa intorno al neoeletto. S'improvvisano cori da stadio e qualcuno, come l'ex consigliere comunale Antonio Iannamorelli, imbraccia una bandiera tricolore, immaginando Ranalli già abbigliato con la fascia da sindaco. «E' la vittoria delle forze giovani» dicono in coro alcuni ragazzi, commossi quasi fino alle lacrime. «Non è soltanto un fatto anagrafico, porto con me giovani che non hanno nemmeno trent'anni e ne sono fiero, perché con me sono loro a rappresentare quella bella ventata di novità che occorre per concretizzare il rinnovamento atteso dai cittadini» riesce a dire il nuovo sindaco. Bottiglie di spumante viaggiano tra le mani di neoconsiglieri comunali e sostenitori che a frotte salgono le scale di palazzo Sanità. Più tardi sono i giovani a prendere lo striscione del comitato elettorale per issarlo alla testa di un corteo spontaneo che raggiunge palazzo S.Francesco. Nel cortile del palazzo municipale l'ingresso del nuovo sindaco è segnato dall'abbraccio con l'avversario. Da vecchi amici Peppino Ranalli e Luigi La Civita si stringono. Fanno da sfondo sonoro le trombe da stadio, per salutare quell'abbraccio che rasserena il clima di tensione di questi ultimi giorni. Alle spalle di La Civita c'è anche la senatrice Paola Pelino che abbraccia Ranalli, quasi a sigillare un ideale passaggio di consegne tra l'amministrazione comunale uscente e la nuova. Pochissimi però sono i consiglieri comunali della passata legislatura che si affacciano nella sede municipale. Nessuno dei sostenitori del candidato Enea Di Ianni si fa vedere. La vicenda elettorale per loro si è chiusa quindici giorni fa. Invece compaiono l'ex capogruppo consiliare del Popolo della libertà, Donato Di Cesare, e l'ex consigliere comunale del Pdl, Gaetano Pagone. Pagone lascerà gli scranni di palazzo S.Francesco dopo venti lunghi anni. La prima volta infatti fu eletto consigliere comunale nel 1993, con sindaco Bruno Di Masci. La prima consiliatura con l'elezione diretta del sindaco. «Adesso tocca a voi», sussurra con tono un po' triste Pagone ad alcuni consiglieri comunali freschi di elezione. Ranalli e La Civita sono ancora stretti da giornalisti e telecamere. A Sulmona si sono precipitati un po' da tutto Abruzzo. Il test elettorale sulmonese è l'ultimo più importante prima delle elezioni regionali. Il risultato di queste elezioni anomale verrà letto con attenzione da partiti ed esponenti della politica abruzzese. Da questi dati si ripartirà per una nuova campagna elettorale, segnata già dalla presenza nel capoluogo peligno del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, e del suo probabile antagonista elettorale, Luciano D'Alfonso. Più tardi Ranalli sale nella stanza del sindaco, per salutare il commissario prefettizio, Giuseppe Guetta, ora pronto a lasciare la città.
«E ora al lavoro Rilancerò la città» La burocrazia il primo obiettivo
SULMONA «Sarò il sindaco che garantirà il rinnovamento di questa città. Abbiamo un programma, un progetto di città rinnovata e idee nuove per governare Sulmona, guidandola al rilancio». Sono le prime dichiarazioni del neoeletto sindaco Peppino Ranalli. Il candidato del centrosinistra, ancora emozionato davanti allo schermo di un computer che mostra i dati provenienti dalle sezioni elettorali, risponde al fuoco di fila delle domande dei giornalisti, appena arrivati nella sede del comitato elettorale. «La bassa affluenza di elettori alle urne non è un fatto positivo, ma servirà da stimolo a tutti noi per riavvicinare i cittadini alle istituzioni e alla politica» risponde Ranalli a proposito del dato che segna queste elezioni. La giornata di oggi la dedicherà al riposo ma già domani sarà pronto ad affrontare gli impegni e i compiti che ora lo attendono alla prova. «Il mio primo atto, appena messo piede a Palazzo san Francesco, sarà quello di incontrare i dirigenti e i dipendenti comunali - annuncia il nuovo sindaco -. Con loro voglio mettere a punto tutte le decisioni utili per un funzionamento efficiente della macchina amministrativa, indispensabile per dare risposte concrete alle legittime attese dei cittadini e per offrire seria garanzia alla soluzione di tanti problemi che affliggono la città e che vanno affrontati con una macchina amministrativa capace di funzionare, in spirito di collaborazione e di organizzazione». Dell'avversario Luigi La Civita, candidato del Pdl, Ranalli ricorda che «è sceso in campo negli ultimi tempi e senza un programma vero e proprio». Secondo Ranalli alla sua «lunga campagna elettorale, cominciata con le primarie e con la redazione di un programma partecipato di rilancio della città, ha fatto riscontro l'improvvisazione che ha ispirato la candidatura proposta dal Pdl e questo i cittadini sulmonesi lo hanno capito, penalizzando il centrodestra e premiando il lavoro compiuto dal centrosinistra». Né è mancato un pensiero rivolto al candidato sindaco improvvisamente deceduto, Fulvio Di Benedetto. «Sento con sincerità il bisogno di rivolgere un pensiero all'amico Fulvio e rinnovo la mia solidarietà ai suoi familiari e ai suoi sostenitori», dice Ranalli scandendo le parole. Poi ringrazia i propri familiari. «Mi sono stati vicini tutti, da mia moglie Claudia ai nostri tre figli e a mio padre Mario, che è stato un sindacalista ferroviere: dalla sua esperienza molto ho imparato».
Annuncia e promette «un'opposizione costruttiva ma vigile» il candidato del Pdl, Luigi La Civita, e torna a scommettere «sulla nascita di una nuova classe dirigente della città, ripartendo dai giovani e facendo tesoro di questa sconfitta». La Civita accoglie l'elezione del nuovo sindaco con «un caloroso augurio di buon lavoro», mostrando quella correttezza che lo riporta al suo passato di atleta del Sulmona calcio. «Da sportivo dico che le sconfitte vanno accettate», afferma subito e poi però sottolinea che il risultato del nuovo sindaco sembra offuscato dall'alto numero di elettori che hanno disertato le urne. «La vittoria non si discute ma l'elevato numero di elettori che hanno rinunciato al voto deve indurre tutti noi impegnati in politica ad una seria riflessione» sostiene La Civita. Ma il candidato sconfitto non risparmia un cenno al centrodestra che non ha accettato di sostenere la sua candidatura, nonostante intenti favorevoli annunciati alla vigilia del ballottaggio. «E' mancato il sostegno di una parte del centrodestra, approfondiremo nei prossimi giorni il significato di questo risultato ma intanto lavoreremo con senso di responsabilità e con vigilanza serrata verso la nuova amministrazione comunale e la nuova maggioranza che si insedieranno al palazzo municipale» conclude La Civita.
Intanto Paola Pelino, sostenitrice convinta del candidato La Civita, respinge qualsiasi responsabilità nella sconfitta subita dal centrodestra in queste elezioni, pensa ad un ricompattamento della coalizione e guarda fin d'ora alle prossime elezioni regionali. «Non siamo stati noi a provocare la divisione del centrodestra - precisa la senatrice - è vero invece che davanti alla nostra proposta di rinnovamento ci saremmo attesi un'adesione unanime che avrebbe tenuto di certo unita e forte la nostra coalizione». La senatrice, guardando i dati del primo turno e sommando i voti ottenuti dai due candidati del centrodestra, La Civita ed Enea Di Ianni, candidato di Fratelli d'Italia, osserva che «la maggior parte della coalizione ha preferito il rinnovamento proposto da La Civita e, unito, il centrodestra avrebbe avuto sicuro accesso al ballottaggio». Per Paola Pelino invece «personalismi e politiche ormai desuete hanno pesato molto su questo risultato elettorale». Ma la parlamentare spera anche che «da quanto accaduto si possa ripartire, traendo lezione da questa vicenda elettorale per ricompattare il centrodestra». Da qui ai prossimi mesi sarà tempo di elezioni regionali. «E'importante che il centrodestra torni unito per eleggere un rappresentante peligno in Consiglio regionale» conclude la senatrice.