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Data: 11/06/2013
Testata giornalistica: Il Tempo
Autisti-scrutatori, il bus è fantasma Mille dipendenti Atac al lavoro nei seggi. Ritardi e cancellazioni

«Ma dove sono oggi i bus, un altro sciopero?». La polemica sui disservizi Atac in occasione delle amministrative è scoppiata al mattino sul profilo twitter «infoAtac» e continuata fino a sera sulle banchine affollate, dal centro alla periferia, di utenti che si sono ritrovati a fare i conti, ennesimo caso in poche settimane, con ritardi e cancellazioni a catena, come accaduto alle corse del trenino Roma-Viterbo. Anche in occasione di quest’ultimo ballottaggio delle elezioni amministrative, infatti, sono impegnati presso i seggi elettorali oltre mille dipendenti Atac, fra i quali 850 autisti, con la conseguenza che le variazioni del servizio sulla rete del trasporto pubblico produrranno disagi almeno fino a domani.

Come ha informato la stessa azienda ai trasporti capitolina, relativamente al trasporto di superficie è stato replicato l’orario del sabato, che prevede l’utilizzo di 1.200 vetture tra bus, filobus e tram anziché le 1.700 utilizzate in un qualunque giorno feriale, ciò che ieri ha provocato una riduzione del servizio sull’intera rete, oltre alla sospensione delle linee 20L e 105L e delle corse di sussidio per le scuole. Il risultato? Attese infinite e utenti sull’orlo di una crisi di nervi: «Vi sembra normale – si sfogavano ieri su twitter - aspettare un bus per 50 minuti? 058, via Birolli, dalle 11.40 è arrivato alle 12.30, oltre 30 persone in attesa».

Stesse lamentele tra banchine e stazioni, dal centro alla periferia. Attorno alle 13 la signora Elide, in attesa a San Giovanni, sta perdendo l’appuntamento dal dentista: «Aspetto l’87 verso i Parioli da venticinque minuti, sono arrabbiatissima, si organizzassero con gli straordinari la prossima volta». Scocciata anche Maria Teresa Policheni, che per raggiungere Anagnina si dice «obbligata a prendere il 650 perché il 105 è uno scempio per la gente e la sporcizia che c’è, ma le corse cadono ogni 45 minuti, è troppo». File, specie negli orari di punta, anche sul lungotevere, davanti all’ospedale Santo Spirito, e tra largo Argentina e piazza Venezia. Giovanni Piazzese, alla stazione Termini, aspetta «il 217 da quaranta minuti, ci hanno appena avvisati che passerà alle 16,12 quindi in totale farà un’ora, tempo perso perché sarei dovuto andare in biblioteca, che però ad essere positivi chiuderà poco dopo il mio arrivo». Solidale con gli autisti un collega, conducente però di mezzi pesanti, Angelo Lattao, diretto all’Umberto I col 310, in ritardo di circa 20 minuti: «Fanno turni massacranti, in queste occasioni con gli straordinari sono corse continue, bisognerebbe mettersi anche nei loro panni». Scollegate dal centro, infine, le zone più periferiche: Roberto Midulla, a Colli Albani, non avverte il disagio «perché è sempre così, tra scioperi o altro ormai non ci conto più che i bus siano in orario», mentre per Valentina Prosperi raggiungere Termini da Tiburtina è stata un’impresa: «Il 309 non passava più, è arrivato pienissimo, sembrano orari domenicali: i diritti dei lavoratori vanno tutelati ma Atac deve organizzarsi meglio per garantire il servizio».

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