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Pescara, 20/03/2026
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12/06/2013
Il Messaggero
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Letta prepara il “decreto del fare” l’aumento Iva verrà rinviato. Scontro sull’Imu, Brunetta contro Saccomanni: è un tecnico, stia zitto |
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A palazzo Chigi trova conferma l’intenzione di rinviare l’aumento dell’Iva previsto per il primo luglio. «Magari con una rivisitazione delle aliquote per i beni essenziali». E viene confermato lo “schema” per la riforma dell’Imu sulla prima casa. Non un’abolizione totale, come chiede il Pdl. «Ma una rimodulazione in base al valore catastale. E sarà difficile che il Pdl possa aprire la crisi se faremo pagare l’Imu a chi abita in via Condotti o in via della Spiga», dice uno stretto collaboratore di Letta. LE MINACCE PDL
Già, probabilmente sarà difficile che Berlusconi faccia cadere il governo. Ma dopo la batosta delle elezioni amministrative, i nervi del Pdl sono parecchio scossi. La prova arriva dall’intero Pdl che pretende l’azzeramento dell’Imu e da Renato Brunetta che inquadra nel mirino il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, “reo” di aver parlato di rimodulazione dell’Imu. «Ricordo a Saccomanni che è un ministro tecnico di un governo di coalizione e che le decisioni le prende la coalizione. Quindi meno parla, meglio è». Parole dure. Parole che scatenano la reazione di Scelta civica e del Pd. «Brunetta dice cose che lasciano pensare che abbia una sola idea in mente, cercare la lite. La smetta», avverte Francesco Boccia, braccio destro del premier. In serata è stato lo stesso Saccomanni e mediare: «manterremo gli impegni su Iva e Imu». IL PREMIER TIRA DRITTO
Letta non sembra preoccuparsi per la fibrillazione del Pdl. Piuttosto ha fissato una road map da qui a fine mese. Entro questa settimana verrà varato il disegno di legge sulle semplificazioni. Poi, prima del Consiglio europeo del 27 giugno, il governo darà il via libera al “decreto del fare”. Un provvedimento che conterrà le misure a favore dell’occupazione giovanile (credito d’imposta) e «le norme più urgenti e più legate alla crescita», spiegano a palazzo Chigi, «volte a disboscare la giungla della burocrazia che lega le mani alle imprese e frena la crescita». Infine, a ridosso del 30 giugno, verrà fatto il decreto che rinvia l’Iva a dicembre. Costo: circa 2 miliardi. Soluzione che non piace al Pdl. «La sospensione dell’Iva sarebbe deleteria, getterebbe i consumatori nell’incertezza», attacca Brunetta. Ma, si diceva, Letta è intenzionato a tirare dritto. LA PARTITA EUROPEA
Ciò che sta a cuore al premier è arrivare al Consiglio europeo con il “decreto del fare” approvato. Per poi fare agli altri leader un discorso che suonerà più o meno così: “L’Italia ha fatto tutto ciò che è nelle proprie possibilità senza violare i vincoli di bilancio, ora tocca all’Europa fare la propria parte”. E Letta si attende che gli venga data la possibilità di utilizzare per il lavoro giovanile i fondi strutturali, che venga anticipato il piano europeo per i giovani (6 miliardi in tutto, 800 milioni per l’Italia) e che sia concesso al nostro Paese di stanziare fondi per la lotta alla disoccupazione senza conteggiarli nel rapporto deficit-pil. «I margini di manovra ci sono», garantiscono a palazzo Chigi.
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