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Data: 12/06/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ricostruzione a L'Aquila - Quagliariello «Determinati a reperire i fondi»

Il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello torna in quella che lui stesso definisce «la sua Università per nove anni», stringe la mano al neo-rettore Paola Inverardi e assicura l’impegno del governo sulla ricostruzione proprio mentre infuria la polemica e cresce la confusione sui fondi. Nella tensostruttura di via del Vetoio, regalo di Farmindustria dopo il terremoto, Quagliariello interviene al convegno «Biotech e farmaco: nuove possibilità di cura, un’opportunità per il Paese», nella città, L’Aquila, che si candida a diventare un riferimento nel settore grazie ai 1.300 addetti (compreso l’indotto), una produzione da un miliardo l’anno, un export che pesa per il 32% sul totale del manufatturiero e per il 48% sul totale hi-tech. Facile, allora, l’accostamento tra ricostruzione e industria farmaceutica: «Sulle biotecnologie bisogna puntare per la ripresa economica. In questo pezzo d’Italia la ripresa ha un significato ancora più forte perché si innesta in una situazione di crisi che deve essere sentita come nazionale. È una ferita dell’Italia, che il governo si deve impegnare a risanare». E le difficoltà a reperire i fondi? «C’è una grande determinazione del governo a trovarli. Questo è “il” problema, non “un” problema, perché i fondi sono ancora quelli stanziati dal governo Berlusconi. Abbiamo un impegno a dare certezze sui tempi e sul flusso». Non un impegno di parte, dice il ministro: «Questo è proprio uno dei temi su cui sviluppare le larghe intese». E probabilmente anche le riforme costituzionali, visto che, sostiene, L’Aquila è l’esempio di come è importante dare competenze e responsabilità certe, «per evitare il fenomeno dello scaricabarile». Cialente, qualche metro più in là, è insolitamente ottimista. Dice che dovrà presto far sapere a Enrico Letta se va bene o no posticipare lo stanziamento dei soldi a ottobre. E che il 26 andrà a Bruxelles per allargare le maglie dell’Ue in materia. «Con la Cassa depositi e prestiti la città si ricostruisce in cinque anni, più bella di prima», sorride. Sul biotech tutti concordano: L’Aquila ha un polo fondamentale per la città, importante per l’Italia, che va sostenuto, finanziato (Cialente ha annunciato l’imminente sblocco di una parte dei 100 milioni destinati alle attività produttive dopo il sisma), sviluppato. Un gioiello che può trainare la rinascita. E che per il momento «regge» l’urto: «Non ho sentito parlare di esuberi - dice Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria -, anche se il settore è stato duramente colpito negli ultimi anni da quattro manovre governative. Questo ha portato dei problemi, 1.500 addetti in meno lo scorso anno, ma al momento non mi risulta che questo polo ha un problema».

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