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Pescara, 20/03/2026
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Data: 13/06/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Anche se condannato resto leader» Berlusconi riunisce a palazzo Grazioli i vertici del Pdl

ROMA Hanno cenato tutti da Silvio: Alfano, Verdini, gli altri, i big, gli ex ministri. Uno di questi ultimi, uscendo da Palazzo Grazioli racconta: «Berlusconi vuole toni bassi fino a mercoledì prossimo, forse la Consulta gli darà ragione sul legittimo impedimento. E allora, comincerà un altro film». Quello del Pdl 2.0 o - ma è la stessa cosa - della Forza Italia bis e insomma: «Nessuno deve avere timori», ha detto il Cavaliere ai suoi commensali, «perchè nel nuovo partito c’è bisogno di ogni energia». Gli fanno tutti di sì con la testa, ma i falchi e le colombe tali restano nelle loro divisioni (perfino sulla legge per le coppie gay: «Ma troveremo una sintesi alla Camera», assicura Brunetta) e Silvio dà una carezza di qua e di là. E intanto parla della sua sorte: «Ero impegnato in un consiglio dei ministri e se non è questo un legittimo impedimento ditemi voi quale possa esserlo». Il leader che vuole tutti con sè ha deciso che Raffaele Fitto verrà coinvolto come coordinatore al fianco di Verdini e di Bondi, avvierà la rimozione dei coordinatori regionali che non hanno saputo vincere l’ultima tornata elettorale, ha spiegato che la svolta è necessaria «perchè va superata l’abitudine per cui quando sono in campo io si arriva al 25 per cento e quando il voto è locale prendiamo quasi tre volte di meno». E comunque: il partito è in cima ai suoi pensieri ma il 19 giugno lo è di più. Anche in caso di sentenza negativa - questa la sensazione che ieri sera Berlusconi ha voluto trasmettere ai suoi - «il governo per il momento non si tocca». Traduzione di uno degli invitati: «Per Berlusconi l’unica via d’uscita è sostenere Letta sino in fondo. Altrimenti, con le elezioni anticipate, diamo il Paese a Renzi, che comunque ci batterebbe».
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