Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/03/2026
Visitatore n. 752.424



Data: 30/06/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Centro turistico, terreni in vendita per i debiti

È ancora una volta la finanza creativa a creare le condizioni per il salvataggio del centro turistico del Gran Sasso. L’emendamento di soli 600 mila euro licenziato con il bilancio, da solo non può fungere da lasciapassare per far sì che Invitalia dia il suo placet al fitto di ramo d’azienda. La condizione è che la società sia ricapitalizzata. Il Comune non può più ripianare le perdite delle sue spa, lo dice la legge. Di qui l’idea geniale: acquistare i terreni di proprietà del centro turistico del Gran Sasso per dare ossigeno alla società strozzata dai debiti. Occorrono circa 3 milioni di euro. I terreni oggetto della compravendita, che ricorda un po’ quella della fontana di Trevi in un noto film, sarebbero quelli della fossa di Paganica e di Montecristo interessati peraltro molti anni fa, ai tempi della giunta Tempesta a una simile operazione ma al contrario: fu il Comune a cedere alla spa i terreni. Anche all’epoca la fantasia non mancava. Punto debole dell’operazione forse è il fatto che il 100% delle quote del Centro turistico sono detenute dal Comune, dunque, è come se il Comune comprasse da sé stesso. Vi sarebbe poi un altro piccolo particolare, la reazione della Corte dei Conti. Per il Comune si tratterebbe comunque di un investimento visto che acquisirebbe terreni. Comunque, l’operazione dovrà essere chiusa in tutta fretta, visto che in settimana il sindaco conta di chiudere la partita con Invitalia. La società sta tenendo quasi in ostaggio il Comune, visto che dalla stessa dipende il futuro di due settori vitali della città: il Gran Sasso e l’arrivo nel polo elettronico della Accord Phoenix (di cui sta curando l’istruttoria). Con i soldi della legge mancia il Comune ha acquistato da Aquila Sviluppo (Invitalia) gli spazi dell’ex polo elettronico per oltre 4 milioni, con la promessa di girare quelle risorse sul rilancio del Gran Sasso. Cialente attende fiducioso, sperando che in due anni di gestione la società possa restituire le somme. È chiaro però che Invitalia, non intende rischiare neanche un euro. Se i conti non sono a posto, ha ribadito il capo dell’ufficio speciale, Paolo Aielli, Invitalia non entrerà in scena e il Ctgs non potrà accedere ai 15 milioni previsti dalla delibera Cipe per il rilancio del Gran Sasso.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it