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Pescara, 20/03/2026
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Data: 30/06/2013
Testata giornalistica: Il Tempo
I casellanti di A24 e A25 in sciopero per dire no ai tagli. La società che gestisce il tratto: «Crollato il traffico»

I casellanti di A24 e A25 incrociano le braccia oggi e domani contro il «progressivo assottigliamento degli organici». Ma sull’autostrada Roma-L’Aquila sta diminuendo anche il flusso dei veicoli: «In soli due anni e mezzo il numero è crollato del 20% – ribatte la società concessionaria – riportando il traffico ai livelli di dieci anni fa».

Un decennio che però è costato agli automobilisti del quadrante est un aumento complessivo del pedaggio fino «al 154% – quantifica l’associazione pendolari Valle dell’Aniene – Nel 2003 si pagavano 3 euro per l’andirivieni Vicovaro-Roma, ora 7,60». Contro il terzo rincaro consecutivo dell’8% scattato nel gennaio scorso, la Comunità montana dell’Aniene aveva annunciato un ricorso al Tar, però mai presentato, con un ordine del giorno dei 31 Comuni che chiede «il declassamento del tratto urbano della A24 (per ricavare una corsia preferenziale per i bus) e una valutazione come tratto "non montano" dei 41 chilometri laziali dell’autostrada». Quelli serviti dai caselli di Vicovaro, Castel Madama (3 euro per i 33 chilometri fino a Roma) e Tivoli (1,90 euro per 21 Km) più volte minacciati di boicottaggio da parte degli automobilisti ogni volta che è scattato il rincaro: «Ci riversiamo tutti sulla Tiburtina». Ritorsioni che, insieme alla crisi economica, si stanno ripercuotendo sui conti della concessionaria: «Il bilancio della Società "Strada dei Parchi" del 2012 si è chiuso in perdita – dichiara l’amministratore delegato, Cesare Ramadori – per effetto di un crollo del traffico pari a -11% su base annua rispetto al 2011, che già aveva registrato a sua volta una diminuzione del -3,4% sull’anno precedente. Nei primi sei mesi del 2013 il calo del traffico è stato ancora più marcato: - 4%, con conseguenti negative ricadute a livello produttivo su tutta l’azienda». Ma i sindacati lamentano «dispersione di professionalità, lavoro che sparisce dalla concessionaria a vantaggio di aziende del gruppo Toto, taglio dei contratti a termine, messa in discussione degli obblighi di convenzione, mancanza di servizio all’utenza». L’azienda ribatte che, «sebbene le condizioni lo consentirebbero, non ha voluto, finora, far ricorso a strumenti quali gli ammortizzatori sociali». Ma «non ha voluto aprire con i sindacati la trattativa sul premio di produzione da assegnare a tutti i suoi 490 dipendenti per il semplice ed evidente motivo che non ci sono le condizioni economiche per immaginare un premio sulla produttività a fronte di un crollo verticale del traffico autostradale».

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