Più di un teramano su cinque non paga il biglietto sull’autobus. Il fenomeno dei portoghesi con l’acuirsi della crisi ha raggiunto vette insolite: per la Cgil la percentuale oltrepassa il 20%. Contribuisce a peggiorare la situazione la rottura nei bus extraurbani delle macchinette emettitrici collocate dentro i mezzi dell’Arpa: «Accade spesso» riporta un’autista dell’azienda regionale. «Il danno del fenomeno è di alcuni milioni di euro in Abruzzo – recita Aurelio Di Eugenio della Filt Cgil -, circa 350 milioni in tutto lo stivale, che le aziende cercano di contrastare in tutti i modi, ma purtroppo dobbiamo registrare che soprattutto nei giorni festivi i biglietti non sono facilmente reperibili e le macchine emettitrici si trovano solo su tre tratte (Teramo-Giulianova, Giulianova-San Benedetto e Giulianova-Pescara)». A detta del sindacalista il problema non è affrontato con decisione e in maniera concreta, «a dispetto ad esempio di quanto possa fare Baltour».
La Cgil segnala anche atti frequenti di vandalismo, soprattutto nelle linee montane: «Spesso i sedili sono rotti e anche il riscaldamento a volte non funziona». Ma non è solo il trasporto su gomma a verificare il problema dei portoghesi: ieri mattina, verso le ore 9 e un quarto, alla stazione ferroviaria di viale Crispi numerosi viaggiatori sono dovuti salire sul treno che portava a Pescara (scalo a Giulianova) senza biglietto. Questa volta però anche se c’era l’intenzione di pagare il dovuto «non c’è stato invece il tempo di farlo- spiega Paolo D’Incecco di Arco Consumatori- perché uno dei soli due treni domenicali stava per partire e l’androne e i marciapiedi erano ancora affollati». Molte sono state le lamentele.