Pedonalizzare parte di corso Vittorio Emanuele è un errore perché rallenta in modo grave il transito dei auto e mezzi pubblici, di conseguenza la viabilità complessiva in un'area cittadina già fortemente congestionata a causa dei numerosi passaggi giornalieri di mezzi di trasporto pubblici e privati. Con l'inevitabile risultato di inquinare una parte di città destinata ormai da oltre un ventennio ad area verde. E questo perché? Per migliorare la qualità della vita di chi abita nel tratto di strada interessato dalla pedonalizzazione dove la qualità dell'aria è pessima. Se per corso Vittorio Emanuele c'è necessità di eliminare il traffico veicolare, che progetti hanno i fautori di questa splendida trovata per viale Bovio?Dove più di questa importante arteria viaria l'allarme inquinamento rappresenta un'emergenza cittadina per via delle spaventose quantità di polveri sottili e di benzene presenti nell'atmosfera? Lo dicono da tempo in modo inequivocabile i dati registrati dalla centralina dell'Arta di piazza Duca degli Abruzzi. Ma chi si è mai sognato di chiudere un tratto di viale Bovio e dirottare il traffico veicolare su viale Kennedy, magari attraversando la strada parco? Stupisce che tale misura non sia supportata da alcun piano comunale, né del traffico né della mobilità. La funzione di corso Vittorio è strategica per la viabilità cittadina, pertanto nessun paragone regge con le altre strade di Pescara chiuse al traffico. Il trasporto pubblico sarà pure agevolato nel tratto pedonalizzato, ma dovrà fare i conti seri con il traffico nelle strade a confine con esso.
Aristide Ricci