Il sindaco replica al parlamentare del Pdl: è assente dal territorio e non si occupa delle molteplici emergenze della nostra Marsica
AVEZZANO A metà tra il pungente e l’ironico la replica del sindaco Gianni Di Pangrazio a quelle che definisce «le insinuazioni» del coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone. Insinuazioni», precisa, «mirate a mettere in discussione la squillante vittoria alle comunali del 2012, attraverso una interpretazione di una legge postuma (Dl 39/2013), che sancì la fine dell'egemonia sulla città del parlamentare celanese». Piccone ha inviato una lettera al prefetto Francesco Alecci e al presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, muovendo rilievi sulla presunta incompatibilità di Di Pangrazio. «Qui», aggiunge, «l'unico in posizione di incompatibilità certa sia rispetto alla legge che al territorio è Piccone, tanto che qualcuno pensa di rivolgersi alla trasmissione di Rai tre "Chi l'ha visto". Avrei capito un confronto e un aiuto sulle emergenze della Marsica, la sanità, il lavoro per i giovani, le aziende, il tribunale, ma la sua latitanza in ogni momento di confronto e di discussione con i colleghi della Marsica la dice lunga sul suo reale interesse per la sorte dei nostri giovani, dei servizi, delle famiglie in difficoltà».Secondo Di Pangrazio «aggrapparsi a una legge la cui applicazione è in discussione sui tavoli nazionali competenti, illudendosi di cancellare il voto popolare che ha bocciato senza appello la sua politica ad Avezzano, L'Aquila, Sulmona, Scanno e prossimamente a Celano e alla Regione Abruzzo certifica il disorientamento politico di un uomo oggi noto alla cronaca solo per l'assenza in Parlamento. Filippo Piccone se ne faccia una ragione: è lui l'unico vero incompatibile, a norma di legge, nella doppia veste di sindaco di Celano e Deputato della Repubblica. Quel 56,6% di cittadini avezzanesi che, molto prima dell'entrata in vigore del Dl n. 39 – nel aggio 2013, un anno dopo le elezioni – ha democraticamente eletto il sottoscritto alla guida di una città che, insieme agli altri Comuni marsicani sta ridando fiducia e speranza al nostro territorio, non può essere messo in discussione, né oltraggiato da chicchessia». Il sindaco fa riferimento anche al fatto che «una legge dello Stato dovrebbe avere effetto dal momento dell'entrata in vigore, non certo prima: qualsiasi altra interpretazione sarebbe un'evidente forzatura e uno schiaffo alla democrazia e all'esercizio della volontà popolare che ha eletto alla carica di sindaco centinaia di dirigenti pubblici, tra i quali, tanto per restare in Provincia, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. Di Pangrazio rinvia al mittente «anche le altre malignità, in particolare sull'uso dell'auto di servizio della Provincia». «Piccone dovrebbe sapere», conclude, «che la macchina è stata concessa legittimamente in comodato d'uso al Comune di Avezzano dal presidente Del Corvo che, conscio delle difficoltà degli enti locali, bene ha fatto a concedere collaborazioni e aiuti a tanti altri Comuni della Provincia, compreso quello di Celano. Sono abituato a confrontarmi sui temi concreti della nostra città, sulle attese dei nostri giovani, sui servizi essenziali, quindi non sprecherò più tempo a rispondere a polemiche inutili che non aiutano il territorio e non fanno onore a nessuno, tanto più a un parlamentare della Repubblica Italiana».