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Pescara, 20/03/2026
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Data: 01/07/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Via al valzer delle poltrone per i vertici delle aziende. Verso soluzioni interne per Atac e Ama

Il primo passo sarà compiuto mercoledì, quando il sindaco porterà in giunta una delibera che vuole ridisegnare l’assetto delle municipalizzate «per arrivare alla scelta di amministratori unici selezionati sulla base della competenza». Poi inizierà il nuovo corso di Ignazio Marino nelle aziende capitoline. Le nomine saranno molto diluite nel tempo: basti pensare che, per sostituire i dirigenti nominati a tempo determinato dalla precedente amministrazione, Marino ha deciso di dare l’interim a altri funzionari del Campidoglio fino al 15 settembre, quando saranno nominati nuovi i vertici di uffici e dipartimento, scelti dal chirurgo. E le esigenze di razionalizzazione delle spese potrebbero allungare la permanenza dei vertici degli enti culturali ai propri posti: da Aurelio Regina e Carlo Fuortes all’Auditorium-Parco della Musica, fino a Marco Müller alla Festa del cinema.
I PRIMI NODI

Uno dei primi dossier sul tavolo di Marino è quello di Eur spa. Dove, peraltro, il Campidoglio è socio di minoranza (con il 10 per cento del pacchetto azionario) del ministero dell’Economia. Lì c’è da scegliere il nuovo amministratore delegato, dopo che negli ultimi mesi si è dimesso prima Riccardo Mancini, coinvolto nello scandalo della presunta tangente per una fornitura di bus, poi Massimo Varazzani, rimasto per poco negli uffici di via Ciro il Grande. Tra i nomi possibili, quelli di Massimo Pallottini, direttore generale del Centro agroalimentare romano (Car), Enzo Proietti, già amministratore delegato di Risorse per Roma, e Laura Lauri (ex Ice): i loro curriculum sono sul tavolo del vice ministro Stefano Fassina. Meno probabili soluzioni politiche, come Patrizia Prestipino e Umberto Croppi. L’ex assessore capitolino alla cultura, peraltro, potrebbe diventare il consigliere diplomatico di Marino, anche se sul suo nome ci sono resistenze all’interno del Pd.
LE AZIENDE IN BILICO

I nodi principali riguardano Atac e Ama: due aziende vitali per la città, appesantite da bilanci in rosso e recentemente colpite dallo scandalo di Parentopoli. Nell’azienda del trasporto pubblico i vertici sono stati recentemente prorogati per tre anni, con scadenza fissata al 2016. Ma l’amministratore delegato Roberto Diacetti, come dichiarato prima delle elezioni, potrebbe fare un passo indietro se il nuovo sindaco glielo chiedesse, magari tornando temporaneamente a Risorse per Roma, dove non continuerà il mandato del presidente Marco Daniele Clarke e dell’ad Domenico Kappler. Qui ci potrebbe essere una soluzione interna: il direttore generale Antonio Cassano, tecnico molto esperto del settore e ben visto nel centrosinistra. Stessa strada potrebbe essere seguita anche all’Ama, dove gli attuali vertici dovrebbero in teoria restare fino all’approvazione del bilancio consuntivo 2013, ossia tra marzo e aprile del prossimo anno. Non è escluso che a guidare l’azienda possa restare l’attuale direttore generale Giovanni Fiscon, anch’esso vicino al centrosinistra, mentre non sarà riconfermato il presidente Piergiorgio Benvenuti, esponente di Fratelli d’Italia.
GLI ALTRI

Alla guida dell’Agenzia della mobilità, almeno per ora, resta Massimo Tabacchiera, che in ossequio alle norme della spending review ha unificato le cariche di presidente e amministratore delegato. Nel settore cultura cambi in vista per Zètema, dove la sfida è tra Silvio Di Francia (Pd) e Cecilia D’Elia (Sel), mentre alla Soprintendenza capitolina potrebbe andare Rita Paris, direttrice dell’Appia Antica, eletta in consiglio comunale nella lista civica per Marino, che libererebbe il seggio in aula Giulio Cesare per Giambattista Grassi.

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