ROMA Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, invita al realismo: «Ho molto apprezzato -dice- il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni che ha dimostrato in modo puntuale quello che si poteva fare e quello che non si può fare, naturalmente senza pensare di avere la bacchetta magica». E proprio Saccomanni avrà un primo faccia a faccia mercoledì con il Parlamento su come procedere tra necessità di nuove coperture e rilancio della crescita: la famosa ’fase 2’. Il titolare di via XX Settembre sarà infatti ascoltato a Montecitorio sulle linee guida generali del suo dicastero. Le ipotesi non mancano: ci sono ancora 200 miliardi di spesa pubblica aggredibile, 10 miliardi da recuperare dagli incentivi alle imprese, risorse da trovare rivedendo il regime degli sconti fiscali, la revisione dei valori catastali, le spese della sanità, il meccanismo dei costi standard da estendere alle Regioni, le accise da rivedere (giochi, tabacchi, ecc) e sullo sfondo un possibile accordo con la Svizzera per tassare i capitali esportati illecitamente e la montagna di evasione fiscale (130 miliardi) ancora da intaccare (solo 10 miliardi il recupero previsto). C’è infatti da recuperare risorse fresche da destinare alla cancellazione dell’aumento Iva (ora solo rinviata ad ottobre), dell’Imu sulla prima casa (anche in questo caso un rinvio) e dell’aumento della Tarsu. E già in settimana quando si aprirà il tavolo di confronto nel governo e poi con i capigruppo per individuare soluzioni concrete e velocemente praticabili. Un passo avanti lo fa il viceministro dell’Economia Stefano Fassina indicando come terreno di intervento «le società controllate da Regioni, Comuni e Province perchè la spesa per l’acquisto di beni e servizi deve essere centralizzata e ridotta sensibilmente». Sulle pensioni interviene Cesare Damiano presidente della commissione Lavoro della Camera: bisogna intervenire subito e non come dice il ministro del Lavoro Enrico Giovannini a settembre. In ogni caso bisogna fare in fretta anche perchè entro agosto bisogna mettere mano alla riforma della tassazione sulla casa, pena il conguaglio dell’Imu sulla prima casa (inclusa la prima rata). E in parallelo riparte l’esame della riforma fiscale. Poi a novembre ci sarebbero gli acconti maggiorati. Un’ipotesi stigmatizzata da più parti con Susanna Camusso e Cgia che paventano «l’ingorgo fiscale» d’autunno. Altro fronte si riapre nella pubblica amministrazione: per gli statali «il blocco delle retribuzioni nel 2014 - spiega il ministro per la P.a. Giampiero D’Alia - non poteva essere evitato» perchè «per i contratti servono 7 miliardi».