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Data: 01/07/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lega agitata, Maroni: alleanza con il Cavaliere da rivedere

MILANO Bobo Maroni cammina sulla fune, costretto a cercare un difficile equilibrio fra l’irrinunciabile alleanza col Pdl che gli dà linfa per governare la Lombardia e le pressioni dei suoi che di Berlusconi preferiscono non sentir parlare.
E così, di fronte all’operazione nostalgia del Cavaliere e alla rinascita di Forza Italia, prende tempo: «Di alleanze parleremo all’assemblea federale di settembre. Al momento niente è definito». Una mano tesa a Silvio e un’altra ai suoi mentre il centrodestra si prepara a una riorganizzazione profonda dopo l’accelerazione impressa dal Cavaliere.
Sono giorni difficili per il sodalizio Lega-Pdl. Alla Regione Lombardia infuria una guerra sulle nomine negli enti pubblici che accende gli animi. Maroni ha respinto alcuni nomi proposti dai berluscones facendoli infuriare; però ne ha accettati altri sgraditi all’entourage padano. Adesso la profezia di Berlusconi non fa che peggiorare le cose: «Con la nascita di Forza Italia» prevede il Cavaliere «il Pdl diventerà un contenitore di coalizione». Con la Lega al suo interno?
UN PATTO DA RINNOVARE

Quelli del Carroccio non ne vogliono sapere. Bobo lo sa e - davanti agli irrequieti giovani padani - li accontenta: «Il Pdl morirà fra poco. Noi non abbiamo bisogno di cambiare nome, e per quanto riguarda l’alleanza non c’è alcun automatismo». In pratica: se la Lega oggi sta col Pdl non è scontato che debba confermare il patto con la rinascente Forza Italia. «A noi interessano i contenuti, non i contenitori» aggiunge.
Una tenue minaccia, insomma. Ulteriormente annacquata dal fatto che senza un accordo con Arcore la Lega rischierebbe di rinunciare a tutto ciò che di prezioso le è rimasto: le presidenze di Lombardia, Veneto e Piemonte.
Maroni lo sa bene visto che su una delle tre poltrone ci sta seduto. E anche per questo non può esagerare nel prendere le distanze dagli alleati, né può liquidare malamente il ritorno di Berlusconi al suo primo amore. Anzi: «Guardiamo con attenzione quel che succede, ma anche con sufficiente distacco».
Tutto, dunque, è ufficialmente rimandato a fine settembre, quando la Lega dovrà fare scelte che erano già in programma al congresso di un anno fa, ma che sono sempre state rinviate. Ovvero: che farne dell’alleanza col Cavaliere?
Quello che il Carroccio deciderà (se lo deciderà) fra tre mesi, però, non dipenderà tanto dalla forma e dai contenuti della nuova Forza Italia, quanto dalla capacità di controllare il partito da parte del segretario. Che ci sia un malcontento diffuso ormai non lo nega più nessuno, e perfino i giovani padani - suoi storici sostenitori - contestano apertamente certi suoi tatticismi e l’inconsistenza della linea politica.
SALVINI CONTO TOSI

A indebolirlo ulteriormente, poi, c’è il conflitto sotterraneo fra i suoi due delfini Matteo Salvini e Flavio Tosi che si contendono la successione a Maroni, ma che su una cosa sola paiono andare d’accordo: la necessità di rivedere da capo l’alleanza con il partito di Berlusconi.

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