Semafori inutili o non sincronizzati, parcheggi sprecati e segnaletica errata. Spesso non occorrerebbe realizzare faraoniche infrastrutture o stravolgere i sensi unici per rendere la vita degli automobilisti più semplice, ma basterebbe solo un po’ più di buon senso. A Pescara, una città dove ogni giorno entrano circa 130mila autovetture, e dove la carenza di posti auto ha generato spesso malumori fra i cittadini, le stranezze legate alla viabilità non mancano.
In alcuni casi, fortunatamente, si sta già intervenendo, ad esempio all’incrocio fra via Monte Faito e via Monte Pagano, dove il semaforo puntualmente lascia decine di auto in coda per permettere ai pedoni, rarissimi in quella zona, di attraversare. Questo sarà presto sostituito con un rondò, ma per quanto riguarda corso Vittorio, una delle arterie principali e più trafficate di Pescara? Ipotesi pedonalizzazione a parte, fino ad oggi nessuno ha provveduto a sincronizzare i quattro semafori che punteggiano l’arteria, in parte destinati a sopravvivere, o a sostituirli con impianti intelligenti. Più semplice sarebbe sicuramente istituire l’onda verde, semafori elettronici sincronizzati che permettono agli automobilisti di percorrere un tratto di strada con più incroci trovando sempre via libera. Invece, percorrere oggi corso Vittorio Emanuele può diventare una vera via crucis.
Un tragitto costellato di stop obbligati e ripartenze, con buona pace di chi si ritrova, così, a fare i conti con l’inquinamento acustico, con i gas di scarico delle auto ferme in coda e con l’impossibilità di raggiungere in breve tempo e agevolmente la meta.
E una volta arrivati a destinazione si può star certi che si incontrerà un altro problema: il parcheggio. Che Pescara abbia fame di posti auto è risaputo, come lo è che trovare uno stallo gratuito nel cuore della città è praticamente impossibile, specie dopo l’istituzione della sosta controllata. Eppure, ciò che non tutti sanno è che i pochi posti free-ticket esistenti sono anche mal distribuiti. Le vie dello shopping e la Riviera, ad esempio, sono costellati di parcheggi per le moto, nonostante questi, nei periodi freddi, siano praticamente quasi sempre vuoti. Possibile che nessuno abbia pensato a parcheggi stagionali? All’inizio di via De Gasperi, poi, di fronte all’area di risulta, c’è un piccolo parking che potrebbe dare sfogo ai negozianti, i dipendenti e i liberi professionisti che lavorano in centro. Nell'area sosta, però, ci sono solo 28 stalli per le auto, mentre ce ne sono 35 destinati ai motorini e 6 ai diversamente abili puntualmente liberi. Il parcheggio, infatti, è distante da luoghi d’interesse e non è agevole, né per chi da lì dovesse spostarsi in carrozzella né per chi, avendo la possibilità di posteggiare la sua due ruote praticamente ovunque, senza il rischio di incorrere in sanzioni, volesse raggiungere il centro.
Infine, un’ultima ed inquietante stranezza, che ci dà la misura di quanta poca attenzione, nel complesso, venga prestata a Pescara al sistema sosta: davanti all’ingresso principale del tribunale c’è un parcheggio a pagamento all’interno del quale è stato disegnato uno stallo destinato ad una moto proprio in corrispondenza di uno scivolo per disabili. Se arriva il vigile a chi darà torto?