L’AQUILA È una di quelle persone che quando parla ti guarda diritta negli occhi e sembra quasi che voglia leggerti nell’animo, Laura Boldrini. La presidente della Camera ha risposto subito con la sua presenza in città alla lettera appello del sindaco Massimo Cialente. Ci ha tenuto a chiarirlo subito, affinché non si dica che la sua sia stata una passerella. «Chi dice basta con le passerelle, ha ragione - ha spiegato riferendosi alle critiche del governatore Chiodi - Io rappresento le istituzioni che devono essere vicine ai cittadini che soffrono». In città la Boldrini ha portato un pizzico dell’ottimismo «del fare». Instancabile, nonostante il caldo a tratti intenso, ha voluto girare in lungo e in largo il centro storico, affacciandosi all’interno dei palazzi puntellati, giungendo poi nell’oratorio dei Salesiani a piedi: Piazza Duomo, San Pietro, San Silvestro, San Domenico, e giù fino al Don Bosco. È stato un fuori programma anche la tappa alla Casa dello studente, santuario delle vittime del sisma. «Avrei dovuto portare dei fiori», ha detto la presidente. «Non si preoccupi, basta il pensiero», l’ha interrotta il sindaco Massimo Cialente. Poi si è commossa riuscendo però a trattenere le lacrime. Una commozione autentica che si è affacciata di nuovo sul volto della presidente quando ha parlato del ruolo chiave dei giovani per ricostruire la città. Ai momenti tristi hanno fatto da contraltare il caffè preso al bar Nurzia e la visita all’interno della sede dell’ex carcere di San Domenico.
GLI IMPEGNI
Il seguito dell’impegno promesso per L’Aquila dalla Boldrini dovrà sicuramente essere verificato in Parlamento, visto che l’intenzione di Sel e Pd è quella di presentare un ordine del giorno che impegni il governo a sostenere dinanzi all’Europa la deroga del patto di stabilità per tutti i luoghi colpiti da calamità. L’intenzione è quella di farlo approvare anche dal Senato per dare più forza al documento. «Non posso certo presentarlo io questo ordine del giorno - ha puntualizzato - cercherò di fare il possibile per sostenere la ricostruzione aquilana nei limiti delle mie prerogative». Poi l’appello ai giovani a restare all’Aquila: «I ragazzi devono rimanere qui, perché questo è il momento in cui c’è da rimettere in piedi un territorio, è il momento di rimboccarsi le maniche affinché L’Aquila ricostruita diventi un simbolo di innovazione. È il tempo di unire le forze. È la fase cruciale in cui si apriranno anche nuove opportunità per tutti». Poi il monito: «Unire le forze sull’idea della comunità - ha continuato - Noi dobbiamo uscire dall’individualismo che fa male».
IL TOUR
La presidente ha definito spettrale la porzione di centro storico visitata. «Fa impressione vedere il centro dell'Aquila deserto. È spettrale - ha commentato a caldo - Il ruolo delle istituzioni è quello di essere accanto ai cittadini in sofferenza. Non bisogna considerare questo territorio morto. Qui c’è molto da fare. Il centro storico è l'anima di una città. Farlo rivivere significa ridare la speranza. Credo che sia imperativo non perdere più tempo. Oggi mi auguro che si possa aprire un nuovo capitolo. Mi auguro ci sia la dovuta attenzione per questa città».
L’EUROPA
Sulla questione Europea la Boldrini ha mostrato di condividere le istanze dei sindaci: «Le istituzione europee seguono delle regole che a volte sono difficili da seguire. I sindaci delle aree colpite dicono che è necessario rinegoziare con l'Europa.
Come ultima tappa della sua visita in centro la presidente ha scelto l’oratorio don Bosco. La presidente ricorderà questa strana giornata aquilana guardando il rosone della basilica di Collemaggio che le è stato donato dal sindaco.