ROMA Nessuno si era illuso che fosse facile cancellare l’Imu e abolire l’aumento dell’Iva. Il percorso sta diventando però più difficile del previsto e nonostante il pressing del Pdl che chiede di cambiare rotta su fisco e lavoro, sarà probabilmente soltanto con una profonda revisione della spesa che si riusciranno a trovare, nella prossima legge di Stabilità, le risorse per una vera rimodulazione dell’imposta meno amata dagli italiani. Di sicuro a questo lavoro di selezione il ministero dell’Economia sta già lavorando a caccia, anche, delle coperture più urgenti da trovare per il 2013.
La cancellazione dell’Imu? «Non è impossibile, ho detto solo che non è facile, non ci sono tagli indolori» ha detto nuovamente ieri il ministro dell’Economia. E tuttavia la questione «credo sia stata già lungamente dibattuta - ha aggiunto Maurizio Saccomanni - e se riusciamo a risolverla prima di ferragosto saranno contenti tutti quanti, me per primo». Saccomanni crede «possibile la piena ripresa dell’economia nel quarto trimestre di quest'anno e poi nel 2914». Ieri ha visto il capogruppo Pdl Renato Brunetta, un colloquio di quasi un’ora durante il quale si è parlato delle coperture per Iva, Imu, di riduzione delle tasse, di flessibilità sul lavoro. Oggi il ticket Brunetta-Capezzone ha indetto una conferenza stampa per richiamare l’attenzione sui fondi destinati al pagamento dei debiti Pa. «Che fine hanno fatto? Va tutto a rilento», fa filtrare lo staff.
BUONE NOTIZIE
Nuove tensioni sono in arrivo, dunque, mentre a Via XX Settembre si lavora senza sosta per passare il bilancio dello Stato ai raggi X. È sui famosi 200 miliardi (su 800 complessivi) di spesa aggredibile che è concentrata l’attenzione. E ormai nessuno si illude più che le coperture per una posta come l’Imu-prima casa che da sola vale 4 miliardi l’anno, si possano trovare dietro l’angolo.
Buone notizie sono arrivate dal fabbisogno di giugno che ha mostrato un avanzo di 14,1 miliardi: si tratta di un miglioramento di circa 8 miliardi rispetto a un anno fa, spiega il Tesoro, frutto di minori spese a livello centrale e di un aumento delle entrate fiscali. Entrate che, sottolinea via XX Settembre, sono in linea con gli obiettivi programmatici del 2013. Giugno è il mese del pagamento dell’Irpef ma sono migliorati, nei primi sei mesi dell’anno, anche i rimborsi fiscali: +2,2 miliardi, rispetto allo stesso periodo del 2012.
LA RIFORMA
«Stiamo lavorando da 55 giorni per arrivare a rendere strutturale l’eliminazione dell’Imu per la prima casa e a rivederla nel suo complesso», ha detto ieri il ministro per le Infrastrutture. «L’esecutivo - ha poi aggiunto Maurizio Lupi - sta lavorando per far sì che il rinvio dell’aumento dell’Iva sia prorogato quanto meno al primo gennaio 2014». Per il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta la via è quella di «una nuova tax service che metta insieme Imu e Tares». Contemporaneamente, avverte, bisognerà coordinare l’eliminazione dell’aumento Iva fino a dicembre con la riduzione del cuneo fiscale. «Dovremmo agire sui tagli di spesa pubblica».
Si torna dunque al tema centrale, quello della revisione della spesa per finanziare interventi costosi come quelli sull’Imu. Per alleggerire le imprese, esonerando i capannoni come chiede il ministro dello Sviluppo Zanonato, servirebbero altri 2 miliardi. Ma siccome questi vanno allo Stato, e non ai Comuni, Saccomanni si sta orientando a far pagare l’imposta ma poi consentirne la detrazione dall’Ires. Per le famiglie, invece, aumentando la quota esente a 500 euro si riuscirebbe ad salvare il 77% dei contribuenti, non necessariamente quelli meno abbienti, però, visto il ritardo sulle rendite catastali. Ecco perché si pensa anche alla possibilità di agganciare il pagamento dell’Imu al nuovo Isee (Indicatore di situazione economica equivalente) che tiene conto pure delle variabili patrimoniali (mobili e immobili) ma che è ancora sottoposto al parere del Parlamento. I tempi stringono in vista del 31 agosto data entro la quale deve arrivare la risposta sull’Imu. E Saccomanni pensa sempre più a coinvolgere i ministri nella nuova spending review.