AVEZZANO Prende sempre maggiore consistenza lo scontro tra l’onorevole Filippo Piccone, sindaco di Celano, e il primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio sulla questione dell’incompatibilità. Piccone rilancia con riferimento alla delibera n.46/2013 – emessa dalla Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (Autorità nazionale anticorruzione) – che disciplina le norme sull’incompatibilità degli incarichi nelle pubbliche amministrazioni. La Commissione ritiene che il «decreto legislativo n. 39/2013 non pone alcun problema di retroattività. Le norme del decreto non incidono sulla validità del preesistente atto di conferimento degli incarichi, mentre la legge sopravvenuta può disciplinare ipotesi di incompatibilità tra incarichi e cariche. Gli incarichi e le cariche comportano l’espletamento di funzioni e poteri che si protraggono nel tempo (quali, ad esempio, atti di gestione finanziaria, atti di amministrazione e gestione del personale, ecc.). Trattandosi di un “rapporto di durata”, dunque, il fatto che l’origine dell’incarico si situa in un momento anteriore non può giustificare il perdurare nel tempo di una situazione di contrasto con la norma, seppur sopravvenuta». Insomma, secondo Piccone Di Pangrazio deve scegliere e aggiunge: «La delibera in questione parla di incompatibilità, ma vorrei sottolineare alcune questioni secondo me importanti. Intanto, il modo di rispondere ai miei rilievi, presentati in una lettera al prefetto Francesco Alecci e al presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, è da parte di Di Pangrazio elusivo, subdolo e minatorio nei confronti dei consiglieri della passata consiliatura circa alcuni appalti. È irrispettoso soprattutto nei confronti di chi ha lavorato con serietà e nei confronti della magistratura che ha sempre vigilato. Se ci fossero stati problemi, del resto, sarebbe sicuramente intervenuta». Piccone rilancia: «Di Pangrazio ha percepito il più alto stipendio della sua carriera professionale nel 2012, anno in cui ha iniziato a fare il sindaco e nel momento in cui chi ha dovuto deliberare per stabilire le premialità è un componente del suo staff in municipio (Piero Carducci ndr).Va fatta chiarezza, infine, sul recupero delle somme chieste ormai da qualche anno dal ministero dell'Economia e relative a spettanze della Provincia. Ci sono troppe anomalie che saranno oggetto da parte mia, nonostante gli insulti ricevuti dal Pd e dal sindaco, dell’attività politica nei prossimi mesi. Non mi faccio certo intimidire».
Il Pd: «E Piccone ora si dimetta»
Pronuncia della giunta delle elezioni. La replica: osserverò la legge
CELANO È scontro tra opposizione del Pd e il sindaco di Celano, onorevole Filippo Piccone sulla sua presunta incompatibilità. Il Pd comunica l’ufficialità dell’incompatibilità», mentre per il primo cittadino «l'opposizione ha scoperto l'acqua calda e parla di una questione rispetto alla quale mi adeguerò come prevede la legge». La vicenda del doppio ruolo di Piccone, quello di parlamentare e di sindaco, torna in auge subito dopo la vicenda riguardante la presunta incompatibilità del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, questione sollevata proprio da Piccone. Secondo i consiglieri Pd di Celano Antonello Di Stefano, Carlo Cantelmi, Aniceto Ciaccia, Calvino Cotturone, Nazareno Tiberi e Daniele Bombacino, «la giunta delle elezioni della Camera, nella seduta del 27 giugno, ha definitivamente accertato che Piccone è il vero incompatibile. Adesso deve rispettare la legge e scegliere: o sindaco o parlamentare. In realtà invitiamo il sindaco Piccone non a scegliere tra le due cariche, così come gli impone la legge, ma a rinunciare a entrambe, liberando così la politica e il territorio da chi in questi anni ha fatto prevalere l’arrivismo personale sugli interessi della collettività, raccogliendo le indicazioni di migliaia di cittadini che si sono espressi nelle ultime tornate elettorali. Sono anni ormai che anche Celano e l’intero comprensorio marsicano soffrono una crisi drammatica, basti pensare al problema occupazionale». Secca la replica del sindaco. «I loro interventi», afferma, «sono l’occasione per gettare fango sulle persone con argomenti sterili e inutili che vanno ripetendo come una litania oramai da dieci anni. Sulla questione riguardante la mia incompatibilità, non hanno di certo fatto la scoperta dell’acqua calda, essendo già prevista da una legge dello Stato e alla quale nei termini e nei modi previsti mi adeguerò nel più completo rispetto e scrupolo, mettendo al primo posto, come ho sempre fatto, il bene della mia città, alla quale devo molto. Il loro invito a dismettere entrambe le cariche lo posso capire in quanto sono persone alle quali piace vincere facile, ma purtroppo per loro io faccio politica e continuerò a farla così come loro continueranno a fare opposizione, non avendo possibilità di prendere i necessari consensi per amministrare».