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Data: 04/07/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Conti del bar e tinture nei rimborsi dei consiglieri

NAPOLI Qual è il carattere politico di una tintura di capelli, di un giocattolo per bambini, ma anche di cene, sigarette, cialde di caffé lo dovranno spiegare a pm e finanzieri. A partire dalla prossima settimana, dovranno presentarsi per rispondere delle spese effettuate e dei rimborsi ottenuti negli ultimi due anni. Cinquantatré inviti a comparire, l’accusa di peculato (in tutto sono 57 gli indagati), per aver usato per fini strettamente personali soldi pubblici.
IL NUOVO FILONE
Dopo gli accertamenti sul fondo della comunicazione, la Procura sposta i suoi riflettori sui finanziamenti per il «funzionamento gruppi consiliari», vale a dire su una torta da un milione e seicentomila euro resa disponibile grazie a una mole di carta: sono le «pezze giustificative» su cui sta facendo chiarezza - nei panni di consulente del pm - il commercialista Paolo Barba. Accertamenti condotti in modo chirurgico, non si tratta di pesca a strascico, fa capire il procuratore Giovanni Colangelo: «Procediamo con misura ed equilibrio, lo stesso presidente della Regione Stefano Caldoro ha dato tutta la disponibilità e la collaborazione possibile. Gli atti notificati in queste ore sono uno strumento necessario per mettere ciascun consigliere in condizioni di chiarire». Inchiesta condotta dal pool reati contro la pubblica amministrazione dell’aggiunto Francesco Greco e dal pm Giancarlo Novelli, alcune anomalie e conti sospetti spingono a premere l’acceleratore, con un blitz dei militari della polizia Tributaria nel giorno in cui è convocato il Consiglio.
I NUMERI
Partiamo dai numeri. Si fa prima a dire chi non è rimasto imbrigliato nelle indagini. Non risulta indagato il presidente Stefano Caldoro, ma anche gli esponenti del Partito socialista europeo Gennaro Mucciolo e Gennaro Oliviero, né Luca Colasanto del Pdl. Ma ci sono dei record in negativo. Il caso Gennaro Salvatore: non è stato raggiunto da un invito a comparire, ma il nome del capogruppo del Nuovo Psi «Caldoro presidente» vanta l’importo più alto nella hit parade delle contestazioni: spese sospette per euro 93.215,06, alla luce delle rendicontazioni offerte in questi mesi agli analisi della Tributaria. Non è l’unico capogruppo sotto inchiesta. In questa storia sono coinvolti tutti gli altri gruppi, come Idv e Udeur (spese ingiustificate per 95% dei soldi incassati); Nuovo Psi (91% di spese ingiustificate); Pdl (89%) e Pd (82%). I tre parlamentari indagati Ad essere coinvolti dalle indagini, anche il parlamentare ischitano Domenico De Siano, già recordman di poltrone nel Pdl, per il quale l’importo contestato è di 19.660 euro; della sua collega salernitana nel Pdl, Eva Longo, a cui chiederanno chiarimenti a proposito di un importo di 27.991 euro; e Umberto Del Basso De Caro (Pd), che dovrà raccontare come si è arrivati a un importo di 11.300 euro. Dopo aver esaminato scontrini e fatture, il consulente della Procura ha preparato una nota per ciascun gruppo consiliare, materiale che, assieme a quello sequestrato ed elaborato dalla Guardia di Finanza, costituirà la base delle future valutazioni della Procura.

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