CHIETI - Dell'alta velocità meglio dimenticarsene, ma rendere i treni che percorrono l'Abruzzo un po' più veloci è cosa fattibile. E si può anche migliorare il collegamento con Roma.
Sono questi gli obiettivi che il gruppo Ferrovie dello Stato può mettere in campo per evitare l'isolamento di questa regione, secondo quanto ha riferito oggi a Chieti l'amministratore delegato Mauro Moretti, ospite d'onore di un convegno in Provincia organizzato dalla Scuola di regione presieduta dall'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso e promosso dal presidente della Provincia di Chieti Enrico Di GIuseppantonio.
Tra gli ospiti erano presenti anche il sottosegretario di Stato Giovanni Legnini, il segretario nazionale Cisl, Raffaele Bonanni, e l'arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte. Non è potuto intervenire, invece, uno degli ospiti più attesi, il braccio destro di Silvio Berlusconi, Gianni Letta.
L'incontro era intitolato "Silvio Spaventa: l’Abruzzo in grande" ed è servito a riunire intorno a un tavolo le forze abruzzesi che possono contare a Roma, come Spaventa, originario di Bomba (Chieti) si battè con forza e convinzione per la sua terra.
Celebre la sua frase "torniamo a Bomba", a significare di voler evitare digressioni e tornare al punto d'origine, che in quel discorso era proprio la sua Bomba.
Spaventa non fu solo uno tra i maggiori sponsor della modernità della nostra regione, fu anche il padre della Società nazionale delle ferrovie, che lui vedeva come mezzo per raggiungere davvero l'unità d'Italia. E il tema dei collegamenti ferroviari, oggi come allora, è ancora di fondamentale importanza.
La storia di questo grande abruzzese può essere ancora di esempio sia per questioni di metodo che per quelle di contenuto. Per quanto riguarda il metodo, quel "tornare a Bomba" di Spaventa può e deve significare meno discontinuità nella forza della rappresentanza abruzzese a Roma.
Per quanto riguarda il contenuto, invece, si ripropone ancora con attualità la questione dei collegamenti ferroviari. Se ai tempi di Spaventa, però, la strada ferrata, come ha ricordato Moretti, significava l'unità d'Italia, adesso, invece, pone il tema del collegamento con l'Europa. "Siamo dunque sempre allo stesso punto - ha sottolineato l'amministratore delegato - anche se la scala non è più quella nazionale ma europea".
In omaggio proprio al celebre abruzzese, Moretti ha detto di voler parlare alla platea in maniera concreta. E così ha cassato subito il "sogno irrealizzabile" dell'alta velocità, che mai toccherà la nostra regione, perché "non è sostenibile economicamente in ragione anche della poca densità abitativa".
Quello che si può fare, invece, è aumentare la velocità dei treni che percorrono la regione e in particolare quelli della dorsale adriatica. Attualmente, secondo i dati di Trenitalia, la velocità massima dei treni sulla Bologna-Foggia è di circa 145 chilometri all'ora. Questa soglia, con opportuni interventi, può essere innalzata a 180 o anche 200 chilometri all'ora.
Ma per centrare questo obiettivo occorrono 1 miliardo e mezzo di euro. Soldi che al momento non ci sono. Tanto è vero che, come ha sottolineato il sottosegretario Legnini, nel piano industriale delle Ferrovie non c'è nulla per la dorsale adriatica.
Ricordando anche l'impegno di quello che fu un suo grande avversario politico, Nino Sospiri, Legnini ha annunciato battaglia sui tavoli romani perché si faccia qualcosa, soprattutto dopo che uno dei corridoi più importanti a livello europeo, quello che da Helsinki arriva a Berlino e a Bologna, adesso scenderà fino ad Ancona. Se a questo corridoio si aggiungesse la Napoli-Bari, si avrebbero ancora maggiori chances di combattere l'isolamento che rischia la nostra regione.
Occorre premere anche per il collegamento con Roma, che Moretti ha detto di voler approcciare "lavorando sul miglioramento della tratta Avezzano-Roma e di quella Sulmona-Pescara".
Sempre per rimanere sulla linea dell'esempio della concretezza di Spaventa, Legnini, temendo ben note lungaggini ha chiesto entro un anno, al massimo due, il progetto per l'ammodernamento della rete.
È stato ancora il sottosegretario a porre all'attenzione di Moretti un'altra questione concretissima per il territorio, la vendita del tracciato ferroviario dismesso lungo la costa teatina per la realizzazione della Via Verde.
La Provincia era riuscita a strappare un prezzo molto basso rispetto ai 40 milioni iniziali, arrivando a circa 7 milioni e mezzo. Ma anche questa cifra, nelle ristrettezze del momento, è ancora troppo alta.
Il presidente Di Giuseppantonio, che nel frattempo ha interessato della questione anche il ministro competente Maurizio Lupi, ha detto che la proposta della Provincia per l'acquisto dei terreni deve ora aggirarsi tra i 2e i 3 milioni di euro.
A disposizione, infatti, dell'intero progetto ci sono 15 milioni di euro di fondi Fas, se se ne spendono la metà solo per l'acquisto delle aree, non si riuscirà sicuramente a completare un'opera strategica per questo territorio.
Moretti ha fatto sapere di aver preso la proposta in considerazione.
LEGNINI: “L’ABRUZZO NON SIA PIU’ UN BUCO NERO”
“L'Abruzzo non potrà essere più il buco nero nella programmazione degli investimenti da parte delle ferrovie, ma deve recuperare, con urgenza, il terreno perduto per evitare il nuovo rischio di isolamento”.
Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Attuazione del programma di governo e all’Editoria, Giovanni Legnini, a margine del convegno "Silvio Spaventa e la questione nazionale delle ferrovie", organizzato dalla Scuola di Regione e che si è svolto questa mattina a Chieti nella Sala consiliare della Provincia.
“Le dichiarazioni di oggi dell'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, sulla possibilità di progettare ammodernamenti della dorsale ferroviaria adriatica, da Bologna a Foggia, con un investimento stimabile in 1,5 miliardi di euro, sono molto importanti”, ha aggiunto.
“A esse dovrà seguire l'attivazione del percorso progettuale e istituzionale finalizzato a ottenere la progettazione, nell'arco di uno o due anni, e a includere l'opera nell'allegato infrastrutture al Def, in modo da poter avviare, su questo tema, la ricerca delle risorse finanziarie - ha proseguito Legnini - È altresì necessario recuperare le risorse per procedere rapidamente all'ammodernamento della tratta Avezzano-Roma e per realizzare una cooperazione istituzionale Europa-Stato-Regione al fine di trasformare la tratta Sulmona-Pescara in metropolitana di superficie”.
“Da oggi non si deve più perdere tempo, perché l'Abruzzo non può essere isolato dal trasporto ferroviario veloce e dalle grandi reti infrastrutturali europee, anche in vista del decollo della macro regione Adriatico- Ionica”, ha concluso.