L’AQUILA C’è anche Luciano D’Alfonso nella lista per cui il pm aquilano Antonietta Picardi ha chiesto il rinvio a giudizio per l’operazione Caligola, il complesso intreccio di appalti pilotati e favori che girava intorno alla società di progettazione Ecosfera. La conferma arriva dopo la notifica del documento al Gup e le perplessità sollevate dalla difesa dell’ex sindaco di Pescara che non ha ricevuto nemmeno l’avviso di chiusura indagini. Svelato l’arcano: l’avvio di chiusura indagini, rilasciato dalla procura aquilana il 3 luglio del 2012 comprendeva anche l’indagato D’Alfonso che tuttavia, al tempo, figurava difeso da un legale d’ufficio, l’avvocato Alesi del foro aquilano. Insomma, si tratta di un difetto di notifica per cui nel cambio di difese, tecnicamente, manca l’avviso di chiusura indagini ma c’è la richiesta di rinvio a giudizio. Verosimile che la posizione di D’Alfonso sarà stralciata al fine di garantire alla difesa tutte le azioni previste dal codice per completare il quadro delle fonti già in possesso del pm. L’ex sindaco di Pescara è indagato per corruzione in relazione alla presunta richiesta a Quarta di un incarico per il suo ex assessore Luciani che, secondo la tesi dell’accusa, va collegato all’affidamento ad Ecosfera di un progetto di consulenza per il porto da parte del Comune di Pescara. D’Alfonso, interpellato ieri, si è detto «oltremodo fiducioso che nel corso del procedimento in accertamento della verità, in occasione della prima lettura dialogica del fascicolo giudiziario la mia posizione possa essere risolta semplicemente, per via di una estraneità assoluta, desumibile per tabulas». E aggiunge: «Naturalmente ho piena fiducia nel lavoro di accertamento sollecito della verità dei fatti e del comportamento dei singoli da parte di tutte le figure previste dall’ordinamento».
CASTIGLIONE PRECISA
Sempre in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio , l’assessore regionale Castiglione ha tenuto a precisare che dopo aver ricevuto l’avviso di chiusura indagini lo scorso luglio, l’interrogatorio reso al Gip Billi e la memoria prodotta dalla difesa hanno fatto sì che il giudice respingesse la richiesta del pm di sospensione dell’attività di assessore regionale alle attività produttive. Nel dispositivo sul punto si spiega che Castiglione sarebbe estraneo al disegno di attività criminosa imputatogli. A Castiglione viene contestata l’associazione a delinquere insieme alla dirigente Andreola e a suo marito Galdi, al titolare di Ecosfera Gruttadauria e sua moglie Teodoro, agli imprenditori Troiano e Peca, al funzionario Oics Gay e all’ex segretario della Regiione Quarta.