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Data: 16/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Cisterna volata dal ponte assolti sei tecnici dell’Anas

Per il giudice il fatto non sussiste, l’omicidio colposo era comunque prescritto Nel frattempo i familiari del camionista morto sono stati risarciti a parte

TERAMO Tutti assolti perché il fatto non sussiste i sei dirigenti e tecnici dell’Anas finiti a processo per la tragedia di ponte Vezzola. Per il giudice Domenico Canosa non si ravvisano responsabilità penali alla base dell’incidente dell’autocisterna che nell’agosto del 2005 precipitò dal ponte sulla statale 81 alle porte di Teramo, provocando la morte del conducente. Ieri si è chiuso il processo a sei dirigenti e tecnici dell'Anas Abruzzo che all'epoca dei fatti erano responsabili, a vario titolo, della manutenzione di quel tratto di strada: Sandro Sellecchia, Lorenzo De Paolis, Angelino Fastiggi, Vincenzo Consalvo, Angelo Zangari e Antonio Tempesta erano accusati di omicidio colposo in concorso. Secondo l'accusa i sei, ognuno per la propria parte di competenza nella scala gerarchica dell’ente per cui lavorano, non avrebbero garantito le condizioni di sicurezza sul ponte, in particolare non sostituendo il vecchio parapetto. Secondo i loro difensori, era impossibile provare che questa condotta omissiva fosse penalmente rilevante perché per esserlo, in casi come questo, bisogna stabilire con un margine di probabilità vicino alla certezza che fare quella certa opera avrebbe evitato la tragedia. L'incidente avvenne il 18 agosto del 2005 proprio all'imbocco del ponte, dalla parte del bivio per Castagneto. Il camion cisterna carico di gas guidato da Marcello Ciarrocchi, 38 anni di Ripatransone, sposato e padre di due figli piccoli, proveniva da Ascoli. Alcuni testimoni all'epoca raccontarono di aver visto il camionista fermarsi per far passare una macchina che proveniva in senso opposto. Una sosta di pochi secondi e poi il mezzo era ripartito, ma con il lato destro aveva “agganciato” il parapetto del ponte, facendolo cedere, e qualche istante dopo era precipitato nel letto del Vezzola: il conducente del mezzo era morto sul colpo. I familiari di Ciarrocchi si erano costituiti parte civile, ma sono stati tacitati con un accordo transattivo. Il processo ha avuto tempi molto lunghi sia per definire questo aspetto risarcitorio in più udienze preliminari, sia perché poi è cambiato il giudice, e la Procura ieri ha chiesto l’assoluzione di tutti gli imputati per intervenuta prescrizione. Gli imputati, però, volevano un’assoluzione “vera”. E l’hanno avuta.

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