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Pescara, 24/03/2026
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Data: 16/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Kyenge a Pescara insulti da Forza Nuova E lei: «Non rispondo». Il ministro in Abruzzo parla di immigrazione e integrazione «Voglio dare una guida ai giovani, l’Italia non è razzista»

PESCARA Ore 10,15. Il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge arriva in piazza Italia, a Pescara. La vettura che l’accompagna è una Bmw grigio chiaro. La sua visita è la tappa abruzzese della “Carovana della libera circolazione”, e sin dal suo arrivo il ministro sa bene che troverà i cronisti pronti ad inondarla di domande. Procede spedita, con gli uomini e le donne del suo staff, verso la stanza del presidente della Provincia, accompagnata appunto dal padrone di casa, Guerino Testa, che sin dal suo benvenuto chiarisce di dissociarsi dalle parole di Calderoli del giorno prima. La Kyenge si concede ai giornalisti, ma per soli 5 minuti. Di Roberto Calderoli non vuol parlare. «Non è un fatto personale», afferma, «il caso per me non si è mai aperto, sicuramente non scendo allo stesso livello». Dice che gli italiani non vogliono più le offese, vogliono proposte. Quanto alle possibili dimissioni del vice presidente del Senato, la Kyenge resta un’altra volta fredda: «Le dimissioni non le richiedo io. Questo non è un punto che mi riguarda». All’amarezza per le parole del politico della Lega, per la Kyenge si aggiunge, anche se non lo dà a vedere, quella per il gesto che un movimento di estrema destra ha voluto compiere prima del suo arrivo. Nella notte Forza Nuova ha tappezzato il piazzale di volantini e cappi di corda con scritto: “L’immigrazione è il cappio dei popoli”. La polizia al mattino li ha già rimossi, ma il ministro viene portato a conoscenza dell’episodio e ribatte con un secco: «Nessun commento». Per Marco Forconi, coordinatore abruzzese di Forza Nuova, «il volantino deriva dalla frase marxista “La religione è l’oppio dei popoli” . Il gesto non configura un attacco personale rivolto al ministro. Per noi il flusso di immigrazione senza controllo rappresenta un cappio al collo: siamo contrari, così come lo siamo allo ius soli (cioè il diritto di cittadinanza attribuito alle persone nate in Italia, ndr). Per essere italiani non basta essere nati sul suolo italiano. È un fatto culturale e spirituale». Gli agenti della Digos fanno sapere di aver avviato una serie di approfondimenti sul blitz. Le conclusioni degli accertamenti possono essere successivamente trasmesse in Procura. Per l’episodio, il ministro riceve diverse attestazioni di solidarietà. «Affermo tutta la mia solidarietà al ministro Cecile Kyenge, ogni rigurgito di intolleranza e di razzismo va condannato con fermezza», dice il sottosegretario Giovanni Legnini. Solidarietà anche dal sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, dal deputato Filippo Piccone (Pdl), dagli esponenti di Sinistra, ecologia e libertà. Il gesto di Forza Nuova, come quello di Calderoli il giorno prima, è stato condannato all’unanimità e trasversalmente dalle forze politiche. Ad attendere il ministro nella sala Tinozzi della Provincia ci sono associazioni, rappresentanti delle istituzioni ed anche semplici cittadini, intervenuti per parlare di integrazione, di ius soli e di immigrazione. La Kyenge: «Dobbiamo passare messaggi che non istighino odio e violenza. Io non risponderò alla violenza con la violenza. Il mio compito è quello di dare una guida ai nostri giovani, perchè l’Italia non è razzista». Poi, ha proseguito sul discorso dell’immigrazione: «Non possiamo andare avanti con una politica dell’emergenza, l’immigrazione ne sta risentendo. Papa Francesco, andando a Lampedusa e celebrando il lutto, ci ha fatto capire che quei morti, passati invisibili per tanti anni, sono persone». Il convegno va avanti per più di due ore e mezza. Intervengono la Caritas diocesana, i membri delle associazioni. Poi la Kyenge viene accompagnata nella sala Figlia Di Iorio per un rinfresco. Non c’è spazio per un’altra intervista. Il suo staff la riporta velocemente verso l’auto e, scortato, il gruppo riprende la strada per Roma attorno alle 14,30.

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