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Pescara, 24/03/2026
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Data: 16/07/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Forza nuova un cappio contro la Kyenge. Il ministro a Pescara «Non rispondo a violenza con altra violenza»

PESCARA Non ha voluto commentare l'accoglienza che le hanno riservato gli attivisti di Forza Nuova. Ha preferito, piuttosto, ricordare che il suo compito «non è rispondere alla violenza con la violenza» e che l'Italia deve dimostrare al mondo di non essere un Paese razzista. Ieri mattina il ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge è stata a Pescara per partecipare al convegno «Emigrazione, immigrazione e cittadinanza», organizzato nell'ambito dell'iniziativa la Carovana della libera circolazione.
Una visita segnata, purtroppo, dal gesto di alcuni militanti di Fn che, per protesta contro il tema della ius soli, hanno affisso dei cappi simbolici lungo il perimetro della Provincia, dove si teneva il convegno, alle cui estremità erano posti dei manifestini con su scritto «Immigrazione cappio dei popoli-Ad ogni terra il suo popolo, ad ogni popolo la sua terra». Un atto che ha provocato risposte indignate. La prima, quella di Sel, con il portavoce Roberto Ettorre e il deputato Gianni Melilla: «Come al solito Forza Nuova si dimostra retriva e figlia di un bigottismo culturale senza precedenti. Contestiamo la volgarità e la violenza della loro protesta, fatta con cappi, contro l'immigrazione e lo ius soli in occasione dell’arrivo di un ministro della Repubblica italiana. Alla Kyenge va la nostra piena solidarietà».
CALDEROLI
Lei, la Kyenge, invece, non ha voluto rispondere in nessun modo alla provocazione, mentre ha detto qualcosa su Roberto Calderoli, il vicepresidente leghista del Senato che dal palco di un comizio ha affermato che quando guarda il ministro Kyenge non può «non pensare ad un orango». Una dichiarazione che ha suscitato un mare di polemiche e che ha diviso su due fronti chi, come i presidenti del Consiglio Enrico Letta e della Repubblica Giorgio Napolitano, ha condannato senza appello questa frase razzista, e chi, come alcuni esponenti della Lega Nord, ha preso le difese di Calderoli. «Il caso per me non si è mai aperto perché non è un caso personale. Sicuramente non scendo allo stesso livello», sono state le parole della Kyenge, che ha spiegato che non intende nemmeno avviare azioni legali contro l'esponente della Lega. E rispondendo alla domanda se chiederà la dimissioni di Calderoli ha aggiunto: «Le dimissioni non le richiedo io. Questo non è un punto che mi riguarda. Io pongo un'altra questione, una riflessione sul ruolo di chi riveste una carica pubblica».
SOLIDARIETA’
Solidarietà, anche per quanto accaduto a Pescara, le è stata espressa, a livello locale, dall'Anpi, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini, dal segretario pescarese del Pd Stefano Casciano, dalla consigliera regionale Pd Marinella Sclocco, dal presidente della Provincia pescarese Guerino Testa, dalla deputata Pd Vittoria D’Incecco e dal coordinatore regionale del Pdl Filippo Piccone: hanno tutti duramente condannato le parole di Calderoli e «il vile atto» di Fn.
Kyenge ha però preferito non concedere troppo spazio alla polemica e concentrare il suo intervento sul diritto di cittadinanza per i figli degli immigrati nati nel nostro Paese, che ad oggi sono circa 700mila. «Dovremo avere memoria e cultura dell’immigrazione -ha dichiarato- , dare un'identità a tutti quei bambini che oggi si vedono strappare i sogni non vuol dire rubare l'identità dell'Italia. L'integrazione deve essere il faro di tutte le politiche, sia nel nostro Paese che in Europa». Il ministro di origini congolesi, ha concluso il suo intervento ricordando che bisogna «trovare un dialogo e una comunicazione trasparente e rispettosa verso tutti, e noi questo insegnamento lo dobbiamo dare, lo dobbiamo fare per chiunque guarda gli occhi delle istituzioni con speranza».

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