PESCARA A 57 anni è il primo segretario donna della Cgil. Emilia Di Nicola, insegnante di filosofia e pedagogia all’istituto Marconi, con la sua elezione suona la carica alle donne pescaresi, ancora poche sulle poltrone che contano. E nella giornata in cui anche Montesilvano lascia ben sperare, come sottolinea la consigliera regionale di parità Letizia Marinelli, dopo la nomina di tre donne su cinque nel nuovo consiglio di amministrazione dell’Azienda speciale (la presidente Erica Di Censo, Patrizia Di Tullio, a 24 anni la componente più giovane e Valeria Cilli), Di Nicola dice: «Si può fare ancora tantissimo, ma dipende da noi. Abbiamo la capacità di essere concrete, non bisogna avere titubanze a superare certi stereotipi». Una rimonta rosa che, anche se lentamente, è comunque iniziata, come sottolinea la sindacalista e come attestano donne come Cristina Tedeschini, procuratore aggiunto a Pescara, Laura Piccarozzi, direttore della Banca d’Italia di Pescara, i sindaci Serena Rapattoni, di Cepagatti e Maria Felicia Maiorano Picone, di Cappelle sul Tavo, o ancora Elena Di Campli, direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Laura Antosa e Fiammetta DeFerri, presidenti degli Ordini provinciali degli Architettie dei Farmacisti, continuando con Gianna De Amicis, segretario provinciale dell’Ugl o Leila Di Giulio e Marina Parisio, rispettivamente dirigenti della Digos e dell’ufficio Immigrazione della Questura, o anche Maria Assunta Ceccagnola, responsabile dell’Urp e del Centro unico prenotazioni della Asl e Giuseppina Di Tella, direttore dell’Ater che a Pescara gestisce 5mila alloggi popolari. «Sono una inguaribile ottimista», va avanti Emilia Di Nicola, mentre ricorda che a Pescara le dirigenti dei dieci istituti comprensivi scolastici sono tutte donne, e che anche la segreteria provinciale della Cgil è composta da tre donne. «Bisogna continuare in questa direzione», sottolinea, «ma occorre lavorare sulla gestione delle imprese e sui servizi, assolutamente insufficienti. Penso alla carenza di asili nido nella nostra provincia e anche ai costi: se non si hanno i nonni è faticosissimo per una donna giovane conciliare famiglia e lavoro. Si tratta di riprendere la contrattazione sociale già fatta in passato con i Comuni, ma anche riaprire un discorso con le aziende: oltre ai servizi, è necessario garantire alle donne dei tempi di lavoro diversi, che possano permettergli di lavorare alla grande e pensare anche alla famiglia e agli affetti. È un momento difficile, perché c’è la crisi e il lavoro manca, ma è proprio adesso», conclude Di Nicola, che dobbiamo aver presente un orizzonte più ampio». Perché poi, come dice chi ce l’ha fatta, il valore aggiunto delle donne arriva proprio dalla capacità di sapersi barcamenare tra lavoro e famiglia, come racconta Antonella Marsiglia, comandante della polizia municipale di Montesilvano e nel 1999, quando vinse il concorso a Vigevano, primo comandante donna della Lombardia. «Fu una bella soddisfazione», ricorda Marsiglia, mamma di una bambina, «una novità chefu accolta più con curiosità che con diffidenza. Le difficoltà? Le donne le superano grazie alla sensibilità e alla capacità di vedere le cose da più punti di vista. E comunque», conclude il comandante, «le donne sono più meticolose, più precise, lo dimostrano le graduatorie dei concorsi. Pescara e l’Abruzzo stanno facendo passi da gigante, ma il segreto per farcela è non rinunciare mai ad essere se stesse». Lo sa bene Silvia Conti, in polizia da 25 anni e oggi questore alla guida della polizia stradale di Pescara con più di cento unità da coordinare: «Nel mio lavoro non ho mai percepito discriminazione, basta pensare ai servizi di ordine pubblico allo stadio. Eppure si fa ancora fatica a raggiungere i massimi livelli, perché è comnunque un lavoro che ti assorbe tantissimo, anche se rispetto a un uomo che ha la necessità di passare anche 12 ore in ufficio, noi tendiamo a privilegiare la qualità piuttosto che la quantità».