Tra il 2009 e il 2012 boom dei sussidi, destinatari tre milioni di lavoratori l’anno Conti in rosso per l’unione con l’Inpdap ma Mastrapasqua assicura: sistema solido
ROMA La recessione ha portato l’Inps ad erogare tra il 2009 e il 2012 circa 80 miliardi di sussidi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione. Ma mentre all’istituto veniva chiesto di svolgere nuove funzioni, connesse proprio al deteriorarsi della situazione economica generale, la sua spesa corrente è stata ridotta di quasi il 50 per cento per l’esigenza di risanamento dei conti. Questo è il quadro descritto dal presidente Antonio Mastrapasqua nel presentrare il Rapporto 2012. Rapporto che se da una parte conferma dati strutturali noti, come quelli su tipologie e importo dei trattamenti previdenziali, dall’altra evidenzia lo stress subito dal sistema di welfare italiano in questa lunga crisi.
IL BILANCIO
La novità del rapporto 2012 è la confluenza nell’Inps di Inpdap ed Enpals, gli istituti previdenziali dei dipendenti pubblici e dei lavoratori dello spettacolo. Il processo di integrazione che ha portato risultati positivi ad esempio in termini di riduzione della spesa per gli immobili, ha però avuto conseguenze negative sui conti complessivi : la gestione finanziaria di competenza presenta un saldo negativo di quasi 9 miliardi di euro, dovuti alla gestione dei dipendenti pubblici. Anche il patrimonio netto è sceso dai teorici 34 miliardi dati a inizio 2012 dalla somma algebrica dei valori dei tre istituti ai 22 di fine anno per il nuovo Inps. Sono numeri che però non preoccupano Mastrapasqua, perché i conti ex Inpdap erano e sono notoriamente in rosso a causa della riduzione del numero dei dipendenti pubblici e dell’aumento dei trattamenti pensionistici in essere. La solidità del sistema insomma non è in discussione. Anche il ministro del lavoro Giovannini, intervenuto alla presentazione del rapporto, ha parlato di «squilibrio puramente finanziario», ricordando che la riforma Fornero «ha messo in sicurezza i conti nel lungo periodo».
Con il nuovo assetto l’Inps eroga ogni mese 21,1 milioni di pensioni con una spesa complessiva che nel 2012 ha raggiunto i 261,3 miliardi di euro. Le uscite per le sole pensioni Inps sono state pari 198 miliardi, con un incremento dell’1,8 per cento rispetto al 2011. L’importo medio delle pensioni è di 881 euro per la gestione Inps e di 1.725 per quella dei dipendenti pubblici, caratterizzata da carriere contributive più regolari. Il 47,2 per cento delle pensioni Inps è al di sotto dei 500 euro, per la presenza di prestazione minime e assistenziali: si tratta di un’incidenza in calo nel corso degli anni (era il 50,8 per cento nel 2010). Guardando invece al complesso dei pensionati di tutte le gestioni, che possono cumulare più assegni, il 45,2 per cento ha un reddito che non arriva a 1.000 euro, ma l’incidenza è molto più alta tra le donne. L’importo medio del reddito pensionistico è di 1.269 euro: mentre però chi gode di trattamenti di anzianità o vecchiaia arriva a 1.417, per quelli assistenziali la media si ferma a 488.
LE RIFORME
Lo scorso anno a causa dell’effetto delle riforme antecedenti a quella del ministro Fornero, il numero delle pensioni di anzianità liquidate è sceso del 25%, mentre quelle di vecchiaia (bloccate in precedenza) sono salite di quasi il 9%. Quanto alle prestazioni a sostegno del reddito, nel 2012 hanno riguardato 3,2 milioni di beneficiari, per una spesa complessiva di 22,7 miliardi.