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Pescara, 24/03/2026
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Data: 17/07/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Valanga di critiche a Testa per il benvenuto a Kyenge. Voci indignate su Facebook: «Prima gli italiani»

«Mandatela a casa» scrive Pietro. «Fuori subito, magari in qualche isola in Antartide, so che lì hanno appena scoperto un pinguino biondo» dice Illuni La Deline Poline. «Prima gli italiani, poi se c’è tempo e denaro gli altri» aggiunge Marco. «Non sono razzista - è la premessa - ma la signora ki cavolo ce l’ha messa lì?» domanda Sandra. «Sicuramente Calderoli ha sbagliato ma adesso non santifichiamo questa signora» sentenzia Rossella. «Non può essere un ministro che di italiano ha ben poco a pensare di cambiare la Costituzione..». «Che vuol dire è stata donata al ministro la tela della Figlia di Jorio?» dice Luigi temendo che la Provincia abbia sfilato nottetempo dalla gigantesca cornice il capolavoro michettiano.
Mai Guerino Testa avrebbe immaginato di pagare con una pioggia di critiche al vetriolo la calorosa accoglienza al ministro Cécile Kyenge, salita lunedì a Palazzo dei Marmi per parlare di immigrazione con la Carovana dello Ius migrandi. Il presidente della Provincia ha sgranato gli occhi leggendo i commenti sulla sua pagina facebook dopo la visita del ministro. La carrellata di fotografie inserite per celebrare l’evento ha suscitato parole inaspettate di indignazione ovvero di strenua difesa dell’Italia e degli italiani, nonché di forte contestazione all’ipotesi di concedere lo ius soli agli immigrati nati nel nostro paese.
Se il blitz notturno di Forza Nuova è stato tanto vergognoso quanto prevedibile, le contestazioni esternate sulla bacheca facebook del presidente danno il senso di un malessere sociale più profondo, di un fenomeno che produce tensioni da non sottovalutare. Lo stesso Testa, che già aveva preso nettamente le distanze dalle parole di Calderoli all’indirizzo della Kyenge, si è sentito in obbligo di rintuzzare con decisione le sortite più estreme e demenziali: «Mi dispiace assistere a tanto astio nei confronti di un essere umano e nei miei per aver espresso solidarietà ad una persona che è stata offesa verbalmente - ha scritto Testa -. Quando parliamo di immigrati ci riferiamo anche a quelle badanti che aiutano tante famiglie senza le quali in molti non saprebbero dove sbattere la testa. Certo è che la clandestinità non è accettabile né è possibile vivere in una società senza rispettarne le regole. Ma questo, credo sia ovvio, vale per tutti. E aggiungo un'ultima considerazione: credo che le persone che scrivono su questa bacheca siano in maggioranza cattoliche, e ritengo che bisognerebbe lasciare da parte l'odio per fare posto all'amore e alla tolleranza. Poi ognuno è libero di pensare ciò che vuole. Saluti a tutti». Situazione delicata da maneggiare, soprattutto per un un centrodestra padre della legge Bossi Fini in materia di immigrazione e che più di una volta anche in Abruzzo ha cavalcato per mero tornaconto politico le battaglie sociali proposte dalla pancia del proprio elettorato, non ultima a maggio 2012 la vicenda dei tanto discussi manifesti 6x3 anti rom (“Fuori dalle case popolari rom e delinquenti”), fatti affiggere dal Pdl regionale. Lorenzo Sospiri giustificò in buona parte quella sortita, non è stato così stavolta visto che con Piccone il Pdl abruzzese, così come ha fatto Testa, ha condannato le parole offensive del vice presidente del Senato nei confronti del ministro Kyenge. Entrando nel merito, il presidente Testa ha precisato: «La mia posizione prescinde dalla politica del governo in tema di immigrazione, ho accolto un ministro della repubblica com’era giusto fare».

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