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Pescara, 24/03/2026
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Data: 17/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Cialente ora chiede altre 70 assunzioni. Nell’incontro con il ministro Gianpiero D’Alia è emersa la proposta di fare dell’Aquila un’area a burocrazia zero

L’AQUILA Servono almeno settanta persone in più nello staff della ricostruzione post-sisma. Un’esigenza sulla quale il sindaco Massimo Cialente si è confrontato col ministro per la Pubblica amministrazione, Gianpiero D’Alia, in occasione della visita istituzionale all’Aquila su invito del vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis. Una serie di confronti finalizzati a capire come la funzione pubblica può andare incontro alla ricostruzione e alla rinascita di questa città. Per il ministro una strada possibile è quella di sperimentare, nelle aree colpite dal sisma, le norme sulla “burocrazia zero” già inserite nel Decreto Legge del “Fare”. Una strategia importante anche per il primo cittadino, per agevolare l’insediamento di attività produttive, ma anche per fare dei passi avanti in materia di ricostruzione. «Ho appena avuto un incontro per il trasferimento della Thales Alenia in un nuovo stabilimento che consentirà di potenziare la produzione», ha spiegato Cialente. «Naturalmente, tutto sarà più facile in regime di “burocrazia zero”, specie se viviamo in un Paese in cui ci vogliono mesi per attendere un permesso. Per quanto riguarda la ricostruzione», ha aggiunto, «dobbiamo però registrare una carenza di una settantina di persone nell’organico della ricostruzione. Che si scorrano le graduatorie del concorsone o sia garantita una continuità al lavoro dei precari anche con una norma ad hoc, l’importante è far fronte alla carenza di personale. Abbiamo settori come l’assistenza alla popolazione che possono contare solo su 9 persone, con tutto quello che c’è da fare». IL COLLOQUIO. Sulla base di queste premesse, sindaco e ministro sono stati a colloquio sul personale amministrativo e tecnico del Comune ma anche le amministrazioni periferiche dello Stato che sono impegnate nelle opere di ricostruzione. D’Alia ha valutato la possibilità di introdurre «alcune misure che vertono sulla possibilità di utilizzo virtuoso di tutto il personale che serve». BUROCRAZIA ZERO. La proposta di sperimentare qui un’area a burocrazia zero proviene dalle imprese, dai rappresentanti del territorio che hanno incontrato D’Alia nel palazzo dell’Emiciclo. Presenti le associazioni di categoria in rappresentanza di industria, commercio e piccole e medie imprese. «Ho preso l’impegno a far verificare l’introduzione della “burocrazia zero” dal dipartimento della Funzione pubblica», ha spiegato ministro. «Noi abbiamo messo una norma nel Decreto Legge del Fare che estende la disciplina nelle zone a burocrazia zero su tutto il territorio nazionale; credo che qua si possa fare una sperimentazione seria e ci siamo intesi su un tavolo di confronto permanente con le istituzioni locali e con le organizzazioni del mondo dell’impresa». CONSIGLIO REGINALE. Il ministro è entrato poi in consiglio regionale accompagnato dal vicepresidente De Matteis, e dal capogruppo Udc, Antonio Menna. In aula era presente anche il governatore Gianni Chiodi. Al presidente Nazario Pagano gli onori di casa. Poi una breve visita del centro storico. «C’e grande motivazione nella volontà di ricostruire e grande voglia di riscatto», ha commentato il ministro. «Noi dalle piccole alle grandi cose vogliamo essere vicini ai territori terremotati in un rapporto che dovrà essere quotidiano».

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