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Pescara, 24/03/2026
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Data: 17/07/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Toscani choc: «L’Aquila va lasciata crollare»

«Questo cane mi insegue, mi osserva, mi guarda; è pieno di pulci, ma sembra essere l’unico che ama davvero questa città e morirà qui». Oliviero Toscani non ha dubbi, è Pippo (noto come Pluto per gli aquilani) la sintesi della città ferita e della sua staticità. Il fotografo di fama internazionale nel capoluogo da un paio di giorni a caccia di volti da fotografare, trasportato dalla curiosità. Una curiosità delusa dall’inerzia degli aquilani i cui volti continua a immortalare senza sapere cosa farà di quelle foto. L’istantanea che sintetizza la città ferita per Toscani non è un ritratto umano, ma quella del cane «Pippo che fa la pipì all’angolo di un palazzo puntellato». Poi la frase choc che forse non farà di Toscani un candidato alla cittadinanza onoraria: «L’Aquila, che neanche la natura sembra amare, va lasciata crollare, deve diventare come Pompei. Gli aquilani devono avere il coraggio di ricostruire altrove». Dopo una mattina trascorsa a fotografare alcune case devastate nel quartiere di piazza San Pietro, Oliviero Toscani si definisce «senza parole, non me l’aspettavo così. Ho colto molta tristezza e tanta testardaggine nei volti degli aquilani. Ma non so quanto sia positiva». Per Toscani «puntellare ciò che resta delle case distrutte e di una città bombardata forse non è la cosa più giusta». «Non siete stati bombardati da un nemico - dice - siete stati traditi dalla natura di questo posto. La natura ha deciso di farvi questo brutto scherzo». Mentre parla tuttavia il suo carattere apparentemente algido, forse cinico, viene tradito da un gesto che nasconde invece una gentilezza d’animo che sembra essere comune a pochi: quando una coccinella si poggia sul dorso della sua mano, fa scivolare l’insetto sul palmo del suo interlocutore affinché gli porti fortuna. Questo è Oliviero Toscani, prendere o lasciare. Il set del fotografo si è spostato nel pomeriggio in piazza regina Margherita. Lì è stato posizionato il lenzuolo bianco, e gli aquilani, in particolare ragazzi hanno fatto la fila per farsi immortalare. Si sono messi in coda e con un po’ di soggezione si sono lasciati «trapassare» dall’obiettivo indisponente di Toscani. «Non essere timida - ha detto lui - sei tu che devi guardare, sei tu che guardi dentro, non io». Mentre Oliviero metteva in pratica la sua arte, altri fotografi, e aspiranti tali, fotografavano il fotografo, scatenando uno strano effetto moltiplicatore.

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